Interdizione e Inabilitazione: Protezione Del Soggetto Debole

Molto spesso sentiamo parlare di interdizione e inabilitazione, ma sappiamo di che cosa si tratta? Con questo glossario giuridico cerchiamo di fare chiarezza sul significato di questi due termini e di spiegare le principali differenze che intercorrono tra loro.


CAPACITA’ DI AGIRE

Per riuscire a spiegare bene che cosa si intenda per soggetto debole, dobbiamo dare una definizione generale di capacità di agire. L’articolo 2 del Codice Civile afferma che “con la maggiore età si acquista la capacità di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita un’età diversa”. La capacità di agire è dunque l’attitudine a compiere atti giuridici.

La capacità di agire si acquista con la maggiore età, tradizionalmente, però, si prevedono delle ipotesi in cui la capacità di agire del maggiorenne può essere persa o limitata in modo duraturo (interdizione, inabilitazione, amministrazione di sostegno).

In passato ci siamo già occupati della figura dell’amministratore di sostegno.

Vediamo adesso l’interdizione e l’inabilitazione.

INTERDIZIONE

Bisogna fare attenzione a non confondere l’interdizione giudiziale con quella legale.

  • Interdizione giudiziale: il presupposto dell’interdizione giudiziale è un’abituale infermità di mente che rende il soggetto infermo incapace di provvedere ai propri interessi. La perdita della capacità è totale. L’attività preclusa all’interdetto è svolta per suo conto da un rappresentante legale che lo sostituisce: il tutore. In Italia, il giudice nomina tutore chi ha svolto per ultimo l’attività genitoriale. Se questa persona manca, ne sarà scelta un’altra, possibilmente tra i parenti prossimi.
  • Interdizione legale: essa colpisce automaticamente chi sia condannato all’ergastolo o alla reclusione per un periodo di tempo non inferiore a cinque anni. La misura, dunque, anziché essere protettiva è punitiva.

INABILITAZIONE

Conseguenze meno pesanti ha l’inabilitazione, che presuppone un’infermità di mente non così grave da richiedere l’interdizione, oppure diverse situazioni: la patologica prodigalità, l’abuso abituale di bevande alcoliche o stupefacenti, la sordità e la cecità se nell’infanzia è mancata un’educazione sufficiente.

L’inabilitazione lascia all’inabilitato la possibilità di compiere atti di ordinaria amministrazione. Per quanto riguarda gli atti di straordinaria amministrazione, invece, l’inabilitato non è sostituito ma solo assistito dal curatore.

AIVM (Associazione Italiana Vittime di Malagiustizia)

Iscritta al Registro Provinciale delle Associazioni senza scopo di lucro della provincia di Milano, con il numero 409. C.F. 97613360151

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