
Giovanni M. Jacobazzi, sul quotidiano Il Dubbio, parla di AIVM, in prima linea per difendere le vittime di malagiustizia.
“Si moltiplicano, sfruttando anche le possibilità offerte dalla Rete, le associazioni di cittadini dedicate alle vittime degli errori giudiziari, un segno evidente che il problema esiste e merita di essere affrontato in maniera organica.
Una delle più note è l’Aivm, associazione italiana vittime di malagiustizia, nata per volere di un commercialista milanese, Mario Caizzone, rimasto impigliato per oltre 20 anni in un gorgo giudiziario dai tratti surreali, prima che fosse riconosciuto innocente: denuncia un tentativo di concussione da parte della Guardia di Finanza in una verifica fiscale e viene arrestato dai suoi accusati.
L’Aivm, che ha anche uno sportello di ascolto a Milano, è una associazione senza fini di lucro che si propone lo scopo, come si legge nello statuto, di «dare assistenza e sostegno morale nelle azioni giurisdizionali rivolte ad ottenere la riabilitazione morale e giudiziale» e di «promuovere la partecipazione popolare, l’impegno civile e sociale dei cittadini democratici, senza distinzione di partito».
In questa attività, Caizzone si avvale della collaborazione volontaria di oltre una ventina di ragazzi, fra cui diversi studenti di giurisprudenza o praticanti avvocati che in tal modo svolgono anche uno stage curriculare.
Nata solo due anni fa, l’Aivm si è occupata fino ad oggi di oltre 3000 casi di malagiustizia. Come afferma lo stesso Caizzone, «la maggior parte di chi si rivolge a noi spesso non ha le possibilità economiche per garantirsi una difesa. Molti sono disperati che hanno perso tutto e che non hanno neppure le minime conoscenze tecnico- giuridiche per districarsi in un meccanismo complicato come è il processo, civile o penale che sia». «Basta un avviso di garanzia – prosegue Caizzone – e perdi tutto: dignità, amici, attività, conto in banca. Noi diamo soprattutto un appoggio morale a chi non ha più nulla e vuole riavere la propria dignità».
Caizzone, poi, fa anche un’altra – amara – riflessione. E cioè se un cittadino ha subito un errore giudiziario o è vittima di una persecuzione giudiziaria, non esistono strumenti efficaci che gli permettano di reagire in maniera adeguata per far sentire le proprie ragioni. «Qualche anno addietro – ricorda Caizzone – mandammo come Aivm un questionario ai parlamentari affinché indicassero a chi bisognava rivolgersi per segnalare una ingiustizia patita, in particolar modo se il responsabile di questa ingiustizia fosse un magistrato. Le risposte, e non è uno scherzo, furono 1) Il Padre Eterno, 2) Papa Francesco 3) Il Presidente della Repubblica, 4) Il Consiglio Superiore della Magistratura, 5) I Consigli giudiziari”. «Io – dice ancora Caizzone non sono contro i magistrati. Nella mia ultraventennale vicenda penale, infatti, ho anche rinunciato alla prescrizione proprio perchè volevo essere giudicato nel merito» .”
Hanno stravolto la nostra vita. Hanno intaccato la salute di due persone innocenti… questa giustizia non funziona è una ruota che cigola e stride su strade irte di imprecisioni e cavilli. Non ci resta che raccogliere i pezzi e vivere giorno per giorno con la consapevolezza della nostra innocenza, inermi di fronte ad una sentenza incomprensibile. Non ci resta che Dio.
L’interessato è mio figlio dopo un incidente stradale con la morte del conducente dell’altra macchina si trova ad affrontare processi per ben dieci anni ,il proprietario della macchina era mio marito ma alla guida era l’amico di mio figlio ,la difficoltà è stata quella di abbattere il verbale dei carabinieri che per due giorni dissero ai giornali che alla guida era l’altro ragazzo ma dopo diedero la colpa a mio figlio in quanto proprietario del mezzo ,fu fatto alcol test ad ambedue ,la causa si divise in due procedimenti stato di ebbrezza e omicidio colposo il primo mio figlio fu assolto il secondo sia in appello che in cassazione è stato condannato siamo disperati lui si è ammalato di depressione e viene seguito dal CIM ,sappiamo che potremmo andare alla corte europea per dimostrare che non si può essere giudicati due volte per lo stesso reato ma dopo dieci anni di spese processuali non abbiamo più un euro per proseguire vi prego aiutateci !!
Sono anch’io vittima di un errore giudiziario mi sono preso un anno con la condizionale perché la giudice non ha voluto sentire la mia difesa forse gli ero antipatico o andava di corsa sono cose che non si accettano avendo le prove della mia innocenza
Salve, volevo un parere da Lei, come bisogna comportarsi dinanzi a un PM che archivia una denuncia di Calunnia corredata di prove documentate e testimoni?
Ho presentato la Denuncia di Calunnia alla Procura di Foggia corredata di prove e testimoni, ma il Pubblico Ministero ha preferito archiviare.
Art. 112 della Costituzione Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale.
Il mancato rinvio a giudizio disposto dall’ Articolo 416 Codice di procedura penale, ha permesso la persona da me denunciata di farla franca, io sono dell’obbligo di far valere i miei diritti, perché archiviata la Denuncia di Calunnia, mi è stato tolto il diritto di chiedere i danni morali e materiali.
Come vi si può contattare? Vi occupate anche di abusi di potere da parte della giustizia sportiva e Delle federazioni ?
Gentilissimo, ci può contattare all’indirizzo mail segreteria@aivm.it. Alleghi anche una breve cronistoria della Sua vicenda.
Cordiali saluti,
Elisa
Thank you for your sharing. I am worried that I lack creative ideas. It is your article that makes me full of hope. Thank you. But, I have a question, can you help me?