L’Esperienza Di Giuliana, Laureanda In Giurisprudenza

Sul finire del mio percorso di studi, ho intrapreso l’esperienza da volontaria in AIVM con la voglia di mettermi in gioco per aiutare e sostenere le persone che si ritengono vittime di malagiustizia; a posteriori, mi rendo conto di come inizialmente non avessi una percezione chiara del problema, di cosa comportasse per le persone e della facilità con la quale si può cadere e rimanere intrappolati nelle maglie della malagiustizia.

Fin da subito, all’interno di un gruppo di volontari, ho potuto dare il mio contributo in modo sempre più consapevole, cercando di comprendere di volta in volta come approcciarmi al meglio a situazioni che fino a poco tempo prima mi erano pressoché sconosciute.

Tale crescita è avvenuta soprattutto grazie all’attività del Centro d’ascolto. Credo che ascoltare le storie di chi si sente deluso, incompreso o disorientato comporti una importante responsabilità per noi volontari, in quanto dobbiamo fare in modo che le persone che si rivolgono ad AIVM sentano di avere l’attenzione che queste delicate situazioni meritano. Accostarsi con empatia a ciascuna storia, a ciascuna persona, è sicuramente la parte più intensa dell’attività dei volontari, la parte che lascia il segno e arricchisce.

L’esperienza in AIVM è stata formativa anche sotto un altro punto di vista, perché in questo contesto ho potuto vedere l’applicazione reale e concreta delle nozioni e degli istituti che ho appreso nel corso della mia formazione universitaria. Ogni giorno, per ogni caso, accanto all’aspetto umano, mi sono confrontata anche con l’aspetto più “tecnico”, visionando atti e documenti di varia natura e giurisdizione.

Grazie all’attività svolta in questi mesi ho potuto osservare e rendermi conto delle criticità presenti nel sistema giudiziario italiano, nonché dell’atteggiamento di diffidenza e sfiducia che tali storture generano nei cittadini; ma ho anche maturato l’idea che la cosa più importante che possiamo fare per le persone che incorrono in vicende di malagiustizia è dar loro la possibilità di esprimersi, di confrontarsi con una “voce amica”.  Molto spesso, infatti, si tratta di persone che non comprendono del tutto i risvolti giuridici della situazione, ma sicuramente ne scontano gli effetti, trovandosi improvvisamente a vivere un dramma che li allontana dalla quotidianità che conoscevano.

Credo che la sfida da vincere sia fare in modo che la malagiustizia non rappresenti più un’idea dai contorni nebulosi, qualcosa a cui voltare le spalle senza pensarci troppo, ma un problema da considerare e affrontare.

 

L’Esperienza Di Tea, Studentessa Di Giurisprudenza

La mia esperienza con AIVM è iniziata lo scorso semestre, fra esami e libri di diritto: le prime settimane ho osservato la macchina dell’associazione mettersi in moto, AIVM va avanti quotidianamente grazie al lavoro dei volontari e al supporto costante del Presidente e del Segretario generale.

Dopo anni passati con la testa sui libri, non ho mai avuto la possibilità di toccare con mano le nozioni e gli insegnamenti ricevuti, fino a quando non ho iniziato a collaborare in associazione e mi sono ritrovata parte della vita concreta di migliaia di persone.

Figli, padri e madri, fratelli e sorelle, tutti con una vita come la mia, solo che la loro é straziata dalla piaga della Malagiustizia.

Ho imparato che la malagiustizia impoverisce: economicamente e moralmente, ti fa perdere fiducia nel tuo paese e nei suoi cittadini, ti porta a pensare che tutto il mondo stia cercando di ostacolarti.

Tutto ciò l’ho scoperto non solo grazie alle innumerevoli e-mail che arrivano al nostro indirizzo di posta elettronica, ma soprattutto grazie al centro d’ascolto che è il cuore della macchina e la sfida che tutti i volontari devono affrontare. Lavorare al centro d’ascolto t’insegna a non sottovalutare il potere di una parola “gentile”, di un orecchio in ascolto o del più piccolo atto di cura, che possono migliorare anche una sola giornata di chi vive una vita d’inferno.

Concludo questa esperienza conscia del fatto che un professionista deve dare la giusta attenzione alla dimensione umana del proprio cliente; fermarsi, anche solo poco tempo, per dare spiegazioni, rassicurazioni e comprensione è fondamentale. Ho compreso che anche il professionista migliore deve sempre conservare la sensibilità tipica ogni essere umano.

Questa è stata la mia esperienza formativa in associazione; consapevole che durante la nostra vita non esiste un dovere più indispensabile di quello che ci impone di restituire un qualcosa alla società, ed io, una studentessa di Giurisprudenza, ho potuto iniziare a farlo grazie all’Associazione Italiana Vittime di Malagiustizia.

AIVM (Associazione Italiana Vittime di Malagiustizia)

Iscritta al Registro Provinciale delle Associazioni senza scopo di lucro della provincia di Milano, con il numero 409. C.F. 97613360151

(+39) 02 66715134

Piazza Luigi di Savoia 22, Milano