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All’inizio del mio quinto anno di università ho deciso di intraprendere l’esperienza di volontario in AIVM. Non mi ero mai rapportato alla tematica della malagiustizia prima di iniziare questa esperienza. Personalmente la vedevo per lo più come una problematica distante e marginale, che non affliggeva in modo così duro la giustizia italiana.

Nel tempo che ho trascorso in associazione, grazie alla collaborazione con gli altri volontari e con il Presidente ho imparato quanto attuale e esteso sia questo fenomeno. I racconti delle vittime hanno lasciato un segno indelebile in me, rendendomi consapevole di quanto importante sia l’operato di un giurista (avvocato o magistrato che sia).

La possibilità di interfacciarsi direttamente con le vittime dei vari casi ha contribuito a formarmi da un punto di vista personale. Ho imparato quanto importante sia non solo conoscere il diritto e saperlo applicare, ma anche saper ascoltare e trasmettere fiducia alle persone che si interfacciano con queste problematiche. L’empatia deve costituire un elemento imprescindibile nell’animo di chi si occupa di giustizia.

Alla luce della mia (seppur breve) esperienza ritengo che l’associazione svolga un ruolo fondamentale, rappresentando un “unicum” nel panorama attuale rispetto a questa problematica, troppo spesso considerata marginale e non importante dalle istituzioni.

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