Magistrati In Tv? Se Ospiti Fissi Servirà Un'Autorizzazione

Csm, stretta sui magistrati in tv: per gli ospiti fissi servirà un’autorizzazione.

Dal Messaggero del 3 dicembre 2015. Articolo di Silvia Barocci:

“le 32 pagine di circolare approvata ieri a Palazzo dei Marescialli ha il fine di snellire e meglio precisare le regole sugli incarichi extragiudiziari dei magistrati, vale a dire quelle attività che alle toghe sono sempre vietate (gli incarichi di giustizia sportiva, ad esempio), consentite senza bisogno di autorizzazione.”

Csm, stretta sui magistrati in tv: per gli ospiti fissi servirà un’autorizzazione

Passerà alla storia come la stretta del Csm sui magistrati che partecipano ai talk show o alle trasmissioni televisive su processi o casi giudiziari. Di fatto, le 32 pagine di circolare approvata ieri a Palazzo dei Marescialli aveva in origine un altro fine: snellire e meglio precisare le regole sugli incarichi extragiudiziari dei magistrati, vale a dire quelle attività che alle toghe sono sempre vietate (gli incarichi di giustizia sportiva, ad esempio), consentite senza bisogno di autorizzazione (collaborazioni con giornali, riviste, partecipazioni a seminari, etc.) e quelle che, come l’insegnamento, necessitano del via libera del Csm. A sollevare il caso dei magistrati in tv, chiedendone un divieto assoluto, era stato le scorse settimane il consigliere laico di centrodestra Pierantonio Zanettin, il quale aveva preso spunto “dalla partecipazione al salotto televisivo di Porta a Porta di un noto e stimato magistrato”. Il riferimento è a Simonetta Matone, ora tornata ad indossare la toga, in procura generale a Roma, dopo aver ricoperto incarichi di vertice al ministero della Giustizia e al Dap. Ma altri casi (quasi) analoghi non mancano: basti pensare a Giancarlo De Cataldo, romanziere di successo e per un periodo “giudice” al programma tv Masterpiece su Raitre.

IL DIBATTITO

Sta di fatto che la proposta di Zanettin, trasformatasi in un emendamento alla circolare, ha acceso il dibattito. E dopo lunghe mediazioni – ben quattro – il testo definitivo prevede che, d’ora innanzi, il Csm debba autorizzare i magistrati che partecipino, anche a titolo gratuito, in maniera “programmata, continuativa e non occasionale a trasmissioni televisive, radiofoniche ovvero diffuse per vi telematica o informatica (…) nelle quali vengono trattate specifiche vicende giudiziarie ancora non definite nelle sedi competenti”. Se retribuita, anche la partecipazione sporadica dovrà essere autorizzata. Appare difficile che i tempi televisivi possano coincidere con quelli della trafila burocratica di un’autorizzazione del Csm. Tant’è. In ogni caso, pur non avendo ottenuto l’auspicato divieto totale, Zanettin non nasconde la propria soddisfazione perché per la prima volta si è affrontato il tema del “processo mediatico”.

GLI OBIETTIVI

Magistrati in tv a parte, la circolare fissa importanti paletti per assicurare al magistrato il diritto e la libertà di espressione e allo stesso tempo la non interferenza con l’attività giudiziaria. L’impegno annuale di ogni toga nelle attività extra lavoro non potrà superare le 80 ore (salvo casi eccezionali) e i compensi non potranno andare oltre i 3.500 euro lordi l’anno. “Non si tratta di un intervento estemporaneo o improvvisato. In questo modo – spiega il vicepresidente Giovanni Legnini – prosegue il percorso di autoriforma del Csm che fino ad oggi ha prodotto il testo unico sugli incarichi direttivi, quello sui fuori ruolo e, ora, la circolare sugli incarichi extragiudiziari”.