Il Caso Di Eddie Gilfoyle

Un’altra storia di malagiustizia, avvenuta presso Upton, Merseyside

Nel 1992 Eddie Gilfoyle venne accusato dell’omicidio della moglie Paula e incarcerato. La moglie Paula, il 4 giugno del 1992, venne trovata impiccata a una trave nel garage di casa mentre era in gravidanza. Gilfoyle venne accusato di averla uccisa e di aver inscenato in seguito il suicidio della moglie. 

Dopo aver trascorso 18 anni in prigione, venne rilasciato nel dicembre 2010 e da poco è comparsa una misteriosa “scatola di metallo chiusa con un lucchetto” che farebbe luce sul passato di Paula e avrebbe da tempo potuto scagionare Eddie Gilfoyle, che adesso pretende chiarezza e giustizia.

La vicenda

“Questa è stata un’azione deliberata da parte della Polizia del Merseyside per incastrarmi”. Così disse Eddie Gilfoyle alla Broadcasting House podcast della Radio 4’s della BBC nel weekend. Egli venne condannato nel 1992 per l’omicidio della moglie Paula.

Il caso di Gilfoyle è uno tra i relativamente pochi casi di presunti errori giudiziari che tormentano i margini della coscienza nazionale. Ovvero, finché accade qualcosa. E adesso sembra sia comparsa una “scatola di metallo chiusa con un lucchetto”.

L’argomento dell’accusa era che le madri in gravidanza non si uccidono da sole. Il 4 giugno del 1992, Paula Gilfoyle, 32enne e gravida da otto mesi e mezzo, venne trovata impiccata a una trave nel garage di casa della coppia presso Upton, su Wirral, nel Merseyside.

La giuria credette che Gilfoyle, un inserviente dell’ospedale, avesse assunto la direzione artistica del “suicidio” dopo averla indotta a scrivere una lettera di suicidio e averla persuasa a mettersi un cappio attorno al collo.

Gilfoyle scontò 18 anni di prigione e venne rilasciato nel dicembre 2010. Lui e la sua famiglia hanno sempre rivendicato la sua innocenza e sono stati supportati da un crescente gruppo di attivisti. Al suo rilascio, egli venne sottoposto a un provvedimento bavaglio imposto dal Comitato per la grazia così da impedirgli di parlare alla stampa. Questa volta, l’anno scorso, l’ordine di bavaglio è stato revocato.

Dunque, cosa c’è nella scatola? Secondo un investigatore del Times, contiene “un diario e dei documenti personali che hanno rivelato un precedente tentativo di suicidio e di un passato traumatico.” La prova, trattenuta dalla polizia ma non rivelata per circa 16 anni, disegna una fotografia estremamente diversa di Paula rispetto alla persona dalla personalità felice, spensierata e spumeggiante presentata alla giuria.

Apparentemente, i contenuti della scatola rivelano che lei patì un overdose all’età di 15 anni; ebbe due ex ragazzi che minacciavano di uccidersi; e continuò ad avere una relazione con un suo ragazzo precedente condannato per aver ucciso una ragazza mentre lui stava scontando l’ergastolo.

L’esito

La polizia di Merseyside, o la polizia del Lancashire che rivide l’indagine nel 1994, ha alcune spiegazioni serie da dare. Non soltanto a Gilfoyle, ma alla famiglia di Paula. Alison Halford, l’ex assistente capo della polizia di Merseyside che indagò sul caso, ha descritto la mancata rivelazione come “malvagia”. Halford  ha descritto il caso nel 2008 come “un enorme errore giudiziario” e poco prima il Professore David Canter, un pioniere del profilo criminale, disse che lui aveva cambiato campo e credeva che la condanna fosse pericolante.

Parlai con Gilfoyle giovedì notte (Jon Robins, giornalista del The Guardian).

“Malvagia? Si tratta di cattiveria vera e propria. Non ho sofferto solo io ma la mia intera famiglia. I bambini che sono cresciuti andando a scuola sanno che zio Eddie è stato rinchiuso per qualcosa che non ha fatto. Sono stati insultati a scuola. E’ un danno che non può essere cancellato.

Non sorprende che Gilfoyle voglia sottomettere nuovamente il suo caso dinanzi ai giudici della corte d’appello – loro hanno rivisto il caso due volte – immediatamente. “ Non gliene sto facendo richiesta, lo sto pretendendo. Ci hanno messo 11 mesi a portar via la mia vita – 20 anni della mia vita – così adesso devono restituirmela nello stesso lasso di tempo che hanno impiegato per portarmela via.”

Questi casi “alla fine si concludono sempre bene”, scrisse David Jessell, il giornalista d’inchiesta che trascorse 10 anni come commissario della Commissione di Revisione dei Casi Penali (CCRC). Jessel riconosce che la CCRC avrebbe potuto segnalare il caso “in pochi giorni” come fece nel 2009 con il caso di Sean Hodgson.

Un portavoce della CCRC dice che stanno “indagando attivamente” sul caso di Gilfoyle, incluso sulle sottoscrizioni scritte dal personale della difesa riguardo alla scatola chiusa lo scorso agosto. “La mancata rivelazione, la iniquità risultante e l’inevitabile insicurezza della condanna – con in più l’abbandono delle prove da parte di esperti – dovrebbero renderlo un gioco da ragazzi”, dice Jessel. “Coloro che sono in libertà tendono a rivolgersi in fila alla CCRC ma in tutti i casi come questo la CCRC potrebbe mostrare un po’ di flessibilità”.

Un portavoce della Polizia di Merseyside disse: “La Polizia di Merseyside può confermare che le forze di polizia hanno consegnato una quantità significativa di materiale sull’indagine ai rappresentanti legali del Signor Gilfoyle nell’agosto 2010. Sarebbe inappropriato commentare ulteriormente su questo caso poiché è attualmente sotto revisione da parte della Commissione di Revisione dei Casi Penali.”

Questa rivelazione sul caso di Gilfoyle richiede azione immediata. Potete firmare una petizione chiedendo al Ministro della Giustizia di scoprire perché la Polizia di Merseyside ha trattenuto i diari di Paula Gilfoyle dalla difesa per 16 anni.

–   Jon Robins

Fonte: The Guardian – January 13, 2012

In allegato alcune note di agenzia e articoli di quotidiani, che hanno riportato il caso in questione:

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