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Il diritto alla salute è uno dei diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione. Ma cosa comporta nel dettaglio questo diritto? Scopritelo con noi in questo articolo!


Il diritto alla salute è disciplinato dall’Art.32 della Costituzione ed è ritenuto un diritto fondamentale dell’uomo.

L’Art.3 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione europea dice che “ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica”.

Il diritto alla salute obbliga le persone a non causare con i loro comportamento danno alla salute degli altri. Ogni comportamento di questo tipo è punito con sanzioni penali.

Nel caso del diritto alla salute si parla dell’autodeterminazione del suo titolare.

Cosa significa?

In pratica una persona può liberamente scegliere cosa fare riguardo il proprio corpo e le aspettative di salute e di vita.

L’Art.32 della Costituzione dice infatti che l’obbligo al trattamento sanitario si verifica solo nel caso di disposizioni di legge.

Il diritto alla salute e i trattamenti sanitari obbligatori

Con il termine Trattamento sanitario obbligatorio (TSO) ci si riferisce ad una serie di interventi sanitari da applicare in caso di motivata necessità e se l’uomo che deve ricevere assistenza rifiuta il trattamento.

L’ordinanza di TSO si può applicare solo se si verificano queste tre condizioni:

  • Necessità e urgenza non rimandabili
  • L’intervento dei sanitari viene rifiutato dal soggetto
  • Non è possibile adottare tempestive misure extra-ospedaliere.

Spesso si pensa che i TSO siano legati alle malattie psichiatriche. Ma essi possono essere applicati per qualsiasi causa sanitaria.

Prendiamo in considerazione il caso delle malattie infettive: il TSO si applica quando il rifiuto del trattamento rappresenta una minaccia per la salute pubblica.

Un esempio è dato dall’attuale emergenza da COVID-19. Per limitare i danni alla salute pubblica è stato emanato il decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19.

Esso è stato applicato sull’intero territorio nazionale con l’obiettivo mirato di contenere la pandemia.

Il consenso del paziente

Al di fuori dei casi eccezionali, gli accertamenti e i trattamenti sanitari sono volontari.

I trattamenti sanitari richiedono il consenso della persona. Ma la persona potrebbe rifiutare alcune cure ad esempio per motivi religiosi.

Senza il consenso il medico non può sottoporre il paziente ad accertamenti sanitari, cure mediche, interventi chirurgici neanche nel caso in cui il trattamento salvi la vita.

Il consenso del paziente è valido se è stato chiaramente informato dal medico. Questo significa che il paziente deve conoscere tutte le alternative terapeutiche e i rischi legati alla terapia (il cosiddetto consenso informato).

Questo consenso può essere in ogni momento annullato dal paziente fino al momento dell’intervento o della terapia.

Ma cosa accade in caso di incoscienza o incapacità del paziente?
In caso di stato di incoscienza il medico deve procedere per quanto necessario alla sua cura.

Se il paziente è un incapace legale (es. di minore d’età) il consenso è dato dal suo rappresentante legale (es. dai genitori).

Se ti è piaciuto l’articolo continua a leggere il nostro glossario giuridico!

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