Una persona che ha ucciso un ladro nella propria casa grazie alla legittima difesa può essere assolto dall’accusa di omicidio. Leggi di più!


Si ha legittima difesa quando si reagisce a un’aggressione. La reazione rappresenta l’unico rimedio possibile per evitare un’offesa ingiusta. Essa non deve essere confusa con la vendetta, una reazione che si verifica dopo che un soggetto ha subito una lesione.

Definizione

La legittima difesa è una causa di giustificazione. Un soggetto, se si dovesse verificare un pericolo imminente, per sé o per altri, è autorizzato a difendersi anche in modo violento. Essa è disciplinata dagli articoli 52, 55  e 614 del codice penale.

Nel 2019 è stata approvata una modifica dell’articolo 52 del codice penale. La nuova legge n. 36 del 26 aprile 2019 ha introdotto nel nostro ordinamento penale la legittima difesa domiciliare

Seconda la nuova legge, una persona che ha commesso una violenza nei confronti di un altro soggetto non è punibile se si trovava in una situazione di pericolo. La difesa deve essere, però, proporzionata all’offesa. Se il soggetto poteva difendersi dal pericolo in un altro modo meno violento, non può essere assolto dal crimine che ha commesso.

Inoltre, chi compie un azione violenta per difendersi dall’intrusione di una o più persone nella propria abitazione, agisce sempre in stato di legittima difesa. Quindi, quando si è aggrediti nella propria casa, la difesa è sempre proporzionata all’offesa.

Fuori dalla propria abitazione, la legittima difesa non può essere invocata quando vi è l’assenza di proporzione tra l’offesa e la reazione. inoltre, non può essere invocata quando manca il presupposto dell’ingiustizia dell’offesa.

Ciò avviene, ad esempio, quando il soggetto che ha reagito a un’offesa si sia messo volontariamente in una situazione di pericolo. Come ad esempio nel caso di un soggetto che reagisce ad una provocazione di un altro, partecipando ad una rissa fuori da un locale.

Chi ha agito secondo la legittima difesa, non è obbligato a risarcire il danno. Pertanto, i parenti del ladro o dell’aggressore non possono chiedere il risarcimento.

Il Pericolo e la Reazione

La legittima difesa necessita che vi siano un’aggressione e una reazione. Entrambe devono avere determinate caratteristiche e devono rispettare determinate condizioni.

L’aggressione deve essere ingiusta, quindi contraria alla legge. Inoltre, l’oggetto dell’attacco deve essere un diritto, come ad esempio la proprietà privata o la salute di una persona.

Il soggetto aggredito deve trovarsi di fronte ad un pericolo attuale. Non basta la probabilità di un eventuale pericolo. In quel caso, ad esempio, il soggetto minacciato , invece che reagire in modo violento, può avere il tempo di chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

Per quanto riguarda la reazione, essa deve essere necessaria per salvare il diritto minacciato e proporzionata all’offesa. Al momento della reazione il soggetto deve trovarsi in una situazione di grave turbamento.

La situazione di grave turbamento deve essere riconosciuta in modo oggettivo dal giudice. Questo perché, chi ha reagito violentemente potrebbe dire di essere stato in grave pericolo per evitare il processo per eccesso di legittima difesa. 

Il Rapporto di Proporzionalità

Il comma 2 dell’art 52 del codice penale prevede una presunzione di proporzione tra aggressione e reazione. Perché ciò avvenga è necessario che si verifichino contemporaneamente le seguenti condizioni:

  • Il soggetto che si difende deve avere il diritto di trovarsi in quel luogo;
  • Ci deve essere un pericolo reale per l’incolumità della persona minacciata;
  • La legittima difesa deve essere effettuata con un’arma o con un altro strumento di proprietà del soggetto che si è difeso.

L’onere della prova spetta a chi utilizza questa giustificazione. Esso deve dimostrare che ha agito per difendersi da un soggetto in un luogo in cui era autorizzato ad entrare. Inoltre, deve provare che si trovava in una situazione di pericolo per la propria incolumità e che non poteva difendersi in un altro modo.

L’Eccesso Colposo

Se il soggetto che richiede la legittima difesa ha violato il rapporto di proporzionalità tra difesa e offesa può essere accusato di eccesso colposo. Esso è disciplinato dall’art. 55 del codice penale.

Il giudice dichiara la presenza di eccesso colposo nei casi in cui il soggetto che si è difeso ha valutato male la gravità del rischio reagendo in modo troppo violento. Inoltre, può essere applicato in tutti i casi in cui la reazione è diventata un presupposto per aggredire l’altro soggetto.

Il giudice esclude l’eccesso colposo nel caso che la legittima difesa sia avvenuta nell’abitazione del soggetto minacciato. Questo perché la nuova legge ha dichiarato che chi compie un azione violenta per difendersi da un soggetto nella propria abitazione, agisce sempre in stato di legittima difesa.

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