Popolare Di Vicenza, Il Csm Indaga Sui Magistrati

Inchiesta del Csm sui giudici veneti che si sono occupati della Popolare Vicenza.

Le associazioni hanno chiesto di perseguire con gli strumenti penali vigenti, compresa l’associazione a delinquere, anche chi non ha vigilato su un crac definito evitabile.

UDINE. ll Consiglio superiore della magistratura ha aperto un’inchiesta su giudici e pubblici ministeri che si sono occupati della Banca Popolare di Vicenza. Lo annuncia in una nota il presidente dell’Adusbef, associazione di utenti bancari, Elio Lannutti.
«Per onorare la memoria di Antonio Bedin, pensionato e piccolo azionista della Banca Popolare di Vicenza, suicidato nella sua abitazione e di tutte le altre vittime delle banche – spiega in una nota insieme a Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori – bisogna incriminare gli artefici dei crac scandalosamente ancora a piede libero, che dopo aver ricevuto liquidazioni milionarie come premio per aver bruciato 18,9 miliardi di euro di risparmi di BpVi e Veneto Banca, se la spassano nelle loro dorate ville, o impartiscono lezioni di etica e pubblica moralità dai vertici delle istituzioni».
«Nell’ultimo esposto – spiega la nota – raccolto in un dossier sulla Popolare di Vicenza e inviato il 4 giugno scorso al ministro della Giustizia Andrea Orlando, al presidente della Repubblica e del Csm Sergio Mattarella, al vice presidente Legnini ed a tutti i membri del Csm, al presidente dell’Associazione nazionale magistrati Pier Camillo Davigo, all’Autorità Anticorruzione Cantone, al presidente del Consiglio Mattero Renzi, infine al ministro Piercarlo Padoan, Adusbef e Federconsumatori, che avevano ricostruito tutte le tappe della vicenda e denunciato l’intollerabile sistema di corruzione, illegalità, omessa vigilanza di Consob e Bankitalia con le porte girevoli tra vigilanti e vigilati».

«In un Paese divorato da corruzione ed illegalità, ai primi posti per corruzione, agli ultimi per libertà di informazione (due facce della stessa medaglia) Adusbef e Federconsumatori chiedono quindi di perseguire con gli strumenti penali vigenti, compresa l’associazione a delinquere, autori e mandanti di un crac evitabile, che ha messo in mezzo ad una strada 210 mila famiglie venete friulane e 130 mila di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti, CariFerrara, bruciando 20 miliardi di euro».
Il primo commento è giunto dal consigliere laico del Csl, indicato da Forza Italia, Pierantonio Zanettin, che chiederà «che questa pratica sia trattata con priorità». Zanettin parla di una sorta di corsia privilegiata per il fascicolo aperto presso la Prima Commissione del Csm dopo l’esposto dell’Adusbef sui magistrati che si sono occupati in passato della Banca popolare di Vicenza.

Diversi di loro in realtà sono già in pensione e dunque fuori dagli accertamenti del Csm. «La questione è molto delicata, a Vicenza c’è un problema sociale evidente; non possiamo lasciare coni d’ombra rispetto alla magistratura», afferma Zanettin, che fa parte della Prima Commissione di Palazzo dei marescialli. Relatore del fascicolo è il togato di Area Piergiorgio Morosini.E sempre ieri l’ennesimo appello del sindacato affinché la crisi delle banche non si traduca in nuovi licenziamenti. «Nessuno pensi di usare il tema per licenziare personale, sarebbe sciopero generale subito», ha affermato il leader sindacale della Fisac Cgil, Agostino Megale.

Fonte: Il Messaggero

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