man on track of athletics

Alex Schwazer è un marciatore italiano, campione olimpico della 50 km a Pechino 2008. Tuttavia, il suo nome non è solo associato ai suoi successi olimpici, ma anche alle cronache giudiziarie sportive. Nel febbraio 2021 il tribunale di Bolzano lo ha dichiarato innocente.


Dopo essere risultato positivo ad un controllo antidoping alla vigilia dei giochi olimpici di Londra 2012, Alex Schwazer era stato squalificato dal Tribunale Nazionale Antidoping fino al 29 aprile 2016.

Da allora cominciò per lui un lungo processo giudiziario che mise in cattiva luce la sua immagine sportiva. Leggi ora il nostro articolo per scoprire la sua storia!

Chi è Alex Schwazer

Alex Schwazer nasce a Vipiteno (Trentino Alto Adige) il 26 dicembre 1984. Pratica atletica leggera fin da piccolo e il suo primo successo risale al 2005, quando vinse i campionati italiani di marcia nella distanza dei 50 km e pochi mesi dopo conquistò il bronzo ai Mondiali di Helsinki.

L’oro olimpico per Alex è arrivato nel 2008 ai Giochi Olimpici di Pechino, dove ha vinto il titolo nella 50 km, stabilendo anche il nuovo record olimpico della specialità in 3h37’09”. Una carriera destinata a raggiungere prestigiosi traguardi olimpici sembra essere quella di Alex Schwazer, che diventa una promessa della marcia Italiana.

La Prima Positività Antidoping

Alla vigilia delle Olimpiadi di Londra 2012, un controllo a sorpresa effettuato dall’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), attesta la positività del giovane altoatesino al doping.

Durante una conferenza stampa, Schwazer ha ammesso di aver fatto uso di eritropoietina per essere competitivo come gli altri.

Il 23 aprile 2013 il Tribunale Nazionale Antidoping stabilisce per l’atleta una squalifica di 3 anni e 6 mesi. Schwazer sarebbe quindi potuto tornare a gareggiare dal 30 gennaio 2016. Viene congedato anche dall’arma dei Carabinieri.

L’immagine perfetta dell’atleta azzurro, dopo aver vinto l’oro quattro anni prima a Pechino, diventa simbolo dello sportivo dopato.

Il Secondo Caso di Positività Antidoping

Dopo essere tornato ad allenarsi sotto la guida di Sandro Donati, Schwazer riparte con più grinta di prima. Il suo obiettivo ora sono le Olimpiadi di Rio del 2016. Alex ritorna a sognare!

Tuttavia, l’incubo doping non è ancora finito: nel giugno del 2016 arrivò la notizia del nuovo caso di positività riscontrato dopo un controllo a sorpresa effettuato dall’Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera (IAAF) a inizio anno.

Nelle urine dell’ex campione venne trovata una quantità eccessiva di steroidi e anabolizzanti, successivamente confermata dalle contro-analisi di luglio.

Questa volta però Schwazer non ammette alcun tipo di colpa. Anzi, vuole essere scagionato da questa storia e tornare a correre. Si inizia a parlare di complotto.

ll Tribunale Amministrativo dello Sport discusse ancora il suo ricorso direttamente alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, ma fu respinto e Schwazer fu condannato a 8 anni.

L’Innocenza di Alex Schwazer

Due anni dopo, però, nuove analisi del RIS di Parma rivelarono un’alta concentrazione di DNA all’interno dei campioni di urina risultati positivi, cosa che secondo la difesa dell’atleta dimostrerebbe i presunti interventi di manipolazione.

Secondo il RIS, i valori di concentrazione di DNA nelle urine sarebbero stati inspiegabili, mentre per la WADA non ci sarebbe stata alcuna stranezza in quanto l’altoatesino avrebbe sempre avuto valori altissimi di DNA nelle urine.

La concentrazione del Dna nelle urine non corrisponde a una fisiologia umana”,

affermò, lo scorso settembre, il comandante del Ris di Parma al tribunale di Bolzano.

Accertato con alto grado di credibilità razionale che i campioni d’urina prelevati ad Alex Schwazer l’1 gennaio 2016 siano stati alterati allo scopo di farli risultare positivi e, dunque, di ottenere la squalifica ed il discredito dell’atleta come pure del suo allenatore, Sandro Donati”,

concluse il gip, Walter Pelino, nell’ordinanza di archiviazione.

Con questa sentenza, il tribunale di Bolzano dimostra che Alex Schwazer è stato incastrato per impedirgli di partecipare all’ultima Olimpiade di Rio 2016.

Non si era dopato, qualcuno aveva alterato i suoi campioni di urina!

Il Futuro dell’Atleta

Sebbene il tribunale di Bolzano ha dichiarato Schwazer innocente, l’archiviazione non permetterà all’atleta di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo visto la squalifica del TAS di Losanna fino al 2024.

Lo scorso maggio il Tribunale Federale Svizzero aveva respinto la richiesta di annullamento della squalifica di otto anni.

Il respingimento sembrava avesse chiuso definitivamente il suo caso: ora però, con l’archiviazione dell’indagine penale, Schwazer potrà presentare nuovamente ricorso contro la squalifica al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna.

Nel frattempo Alex continua i suoi allenamenti giornalieri con la fiducia di poter tornare presto a gareggiare, sperando di poterlo vedere partecipare alle prossime olimpiadi di Tokyo.

La Serie Tv su Alex Schwazer

La storia di Alex Schwazer diventerà una serie televisiva prodotta da Indigo Film e Lungta Film liberamente ispirata al libro di Sandro DonatiAlex e il grande complotto internazionale per il doping“.

Sandro Donati, tecnico di Schwazer e paladino da sempre dell’antidoping, ricostruisce passo dopo passo in un libro-verità la dolorosa vicenda del marciatore campione olimpico a Pechino 2008, accusato di doping 4 anni fa e assolto per non aver commesso il fatto, con la sentenza del 18 febbraio 2021.

Quella di Alex Schwazer è stata una ingiustizia sportiva, giuridica e morale.

Nessuno potrà ridarmi quanto mi è stato tolto, ma posso evitare di perdere altre gare. Ho tanta determinazione nel chiudere questo cerchio, perché sono uno sportivo e ho vinto in tribunale. Ora voglio farlo sul campo”,

dichiarò il campione atletico durante la sua partecipazione a Sanremo 2021.


Se hai trovato interessante questa storia di malagiustizia sportiva e la sua evoluzione, ti segnaliamo l’articolo sui sette libri sulla malagiustizia da leggere.

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