Ex Sindaco di Caserta in Cella da Innocente | AIVM

Oggi, nella rassegna stampa di AIVM, vi proponiamo la storia di Pio Del Gaudio, ex sindaco di Caserta finito in carcere ingiustamente.

Accusato ed incarcerato ingiustamente, all’ex sindaco viene riconosciuta una ridicola cifra di 2.500 come risarcimento per l’ingiusta detenzione.


Marilù Musto, Il Mattino, 6 Novembre 2019

Dopo la detenzione in carcere da innocente, la mia vita professionale era piena di macerie. Il risarcimento? Cifra assurda che non restituisce giustizia. Ci mancava solo che lo Stato mi facesse pagare il carburante dell’elicottero dei Ros che si è alzato in volo il giorno del mio arresto. Temevano scappassi. Manco fossi stato Provenzano».

Con una punta di ironia, Pio Del Gaudio non fa mistero della delusione per la cifra di duemilacinquecento euro riconosciuta all’ex sindaco di Caserta come titolo di riparazione per ingiusta detenzione. Solo 2.500 a fronte della richiesta di mezzo milione.

La quantificazione del danno (decisa dall’ottava sezione della corte di Appello di Napoli) è stata stabilita sulla base di una motivazione scritta in 7 pagine dai giudici – presidente Giovanna Grasso – che prendono in esame il provvedimento del tribunale del Riesame, grazie al quale Pio del Gaudio venne scarcerato.

Nel processo «Medea» – nato dall’indagine con 60 indagati – solo una decina sono stati condannati con reati mafiosi. Alcuni, hanno visto la loro posizione archiviata dopo mesi di attesa. Fra loro c’era l’ex sindaco Del Gaudio. «Il decreto di archiviazione dimostra non solo che io non dovevo finire in carcere, ma anche che quell’indagine su di me non doveva proprio nascere», spiega.

L’amministrazione targata Del Gaudio cadde il tre giungo del 2015. Un mese dopo, i carabinieri strinsero le manette ai polsi del politico, accusato di corruzione.


Del Gaudio si ritrovò in cella senza aver fatto nulla. La liberazione ci fu il 24 luglio, undici giorni dopo. La Cassazione il 15 dicembre del 2015 confermò il provvedimento. L’archiviazione del caso avvenne però solo sedici mesi dopo, per mano dello stesso giudice che firmò l’arresto, Egle Pilla, e con parere favorevole della procura Antimafia, pm Alessandro D’Alessio.

In seguito all’archiviazione Pio Del Gaudio ha trovato solo distruzione davanti a sè. Il suo studio di commercialista andò in rovina, i clienti lo abbandonarono. Solo pochi amici fidati gli rivolgevano la parola. «E poi, l’ultima beffa: il risarcimento solo per danni di immagine», spiega l’ex primo cittadino. Nella motivazione dei giudici, depositata ieri, si fa riferimento allo «strepitus fori» per la diffusione della notizia dell’arresto attraverso i giornali.

«Nulla è dovuto, invece – scrivono i magistrati – per il danno economico, perché non c’è prova del nesso». «Io sono un libero professionista – risponde Del Gaudio – il danno lo dimostro con la perdita dei clienti, delle nomine. Non andavo mica a fare le rapine. Questa inchiesta mi ha diffamato in tutta Italia e io per due anni mi sono recato all’Agenzia delle Entrate tutti i giorni».


Dalla richiesta di Del Gaudio emerge che dopo il suo arresto era stato abbandonato il ricorso incardinato con ingenti costi davanti al giudice amministrativo per impugnare l’atto che lo aveva destituito da sindaco. Nello stesso tempo era intervenuto anche un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate per alcune spese non rendicontate.

Lui, era stato accusato di aver ricevuto finanziamenti dall’imprenditore Giuseppe Fontana in campagna elettorale. «Io quel denaro non l’ho mai visto. Ciò che ho visto è invece il completo abbandono da parte dello Stato. Quando il mio avvocato, Dezio Ferraro, ha discusso davanti ai giudici per l’ingiusta detenzione, ho chiesto ai magistrati di parlare, mi è stato negato. Diciamo che mi aspettavo questo provvedimento.

E poi, mi domando, perché i magistrati hanno valutato solo il provvedimento del Riesame e non l’archiviazione? Non voglio credere che non abbiamo letto nemmeno la decisione della Cassazione, che annullò senza rinvio il ricorso della Procura.

Continuerò la mia battaglia, valuterò eventuali responsabilità. È una guerra silenziosa per ottenere giustizia in un sistema pieno di falle. Io ho il coraggio di reagire, ma quanti innocenti non hanno questa forza?»

AIVM (Associazione Italiana Vittime di Malagiustizia)

Iscritta al Registro Provinciale delle Associazioni senza scopo di lucro della provincia di Milano, con il numero 409. C.F. 97613360151

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