Ingerenza USA Nella Nostra Giustizia?

Possibile ingerenza deli USA nella nostra giustizia?

Da Il Sole24Ore del 21 settembre 2016, di Patrizia Maciocchi

Gli avvocati verificano la possibilità di allargare il raggio d’azione della mediazione obbligatoria. E un’indicazione potrebbe arrivare dal prossimo congresso di Rimini. Il cambio di passo è annunciato da Francesca Sorbi, consigliera del Cnf, componente della Commissione Adr, a margine del convegno sul tema che si è tenuto ieri a Villa Taverna a Roma nella residenza dell’ambasciatore americano John Phillips. «La mediazione è ormai uno strumento irrinunciabile nella panoramica delle Adr – afferma Sorbi – . Stiamo raccogliendo dati per capire i margini di applicabilità della mediazione obbligatoria, ad esempio, ai servizi pubblici o alla materia contrattualistica».

Apertura più che mai opportuna per il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che vuole presto arrivare a una riforma organica della materia. A partire dalle indicazioni che fornirà, probabilmente già a inizio ottobre la Commissione Alpa. «Chiederemo alla Commissione di verificare – dichiara Orlando – quando è davvero necessario l’intervento del giudice». Per il ministro la strada da seguire è la stessa percorsa per le separazioni consensuali. Che la mediazione sia la via per dare una risposta alla domanda di giustizia in tempi ragionevoli lo dimostrano i numeri. «I dati raccolti dal ministero- dice Orlando – sono confortanti, le iscrizioni di mediazioni sono cresciute ogni anno e dalle 60.810 del 2011 sono arrivate a 196.247 nel 2015.

Il primo semestre del 2016 conferma volumi su valori allineati all’anno precedente». Se l’obiettivo è tagliare i tempi dei procedimenti, questo si raggiunge anche riducendo le pagine dei ricorsi delle sentenze. «Due commissioni stanno lavorando sulla sinteticità – spiega il ministro -. Il protocollo siglato tra la Cassazione e il Cnf sui criteri per redigere gli atti e le sentenze vogliamo che diventi una legge».

Convinto sostenitore della mediazione l’ambasciatore-avvocato John Phillips: «All’inizio anche i legali americani vedevano la mediazione come una minaccia, ora hanno capito che anche se le controversie durano meno i casi trattati sono di più ». Per Antonio Matonti, direttore degli affari legislativi di Confindustria, il funzionamento della giustizia continua a essere una delle determinanti di contesto che incidono, in negativo, sulla competitività delle imprese. Bisogna dunque proseguire nel percorso intrapreso con le riforme messe in atto in questi anni a partire dalla conferma dell’obbligatorietà della mediazione.

«Le imprese – sottolinea Matonti – dovrebbero applicare un approccio manageriale anche alla gestione del contenzioso: pianificazione, gestione e controllo devono diventare parole chiave. Le più grandi possono senz’altro dare il buon esempio , ma un attore decisivo rimane l’avvocatura, che dovrebbe “cavalcare” la mediazione e gli altri strumenti Adr, assicurando qualità e corretto orientamento della clientela».

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