La Responsabilità Civile Del Giudice: di cosa parliamo? | aivm.it

Cosa si intende per responsabilità civile? In quali casi il giudice incorre in responsabilità? È previsto dalla legge un risarcimento per i danni subiti?

Cosa si intende per responsabilità civile del giudice?

La responsabilità civile dei magistrati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie è disciplinata dalla legge n. 117 del 13 aprile 1988 (anche chiamata “legge Vassalli“), successivamente modificata dalla legge n. 18 del 27 febbraio 2015, in vigore dal 19 marzo 2015.

La legge Vassalli prevede all’art. 2 che “chiunque abbia subito un danno ingiusto, a causa di un comportamento, atto o provvedimento giudiziario del magistrato, può agire contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali” (ex art. 2, comma 1).

La responsabilità del magistrato, dunque, è considerata indiretta: la persona che si ritiene danneggiata agisce esclusivamente verso lo Stato, a meno che non si verifichi l’ipotesi espressa all’art. 13, comma 1, della Legge Vassalli.

Questo articolo prevede che il cittadino, laddove il danno causato dal magistrato nell’esercizio delle sue funzioni porti ad un fatto costituente reato, possa procedere con l’azione civile per il risarcimento nei confronti del magistrato e dello Stato, secondo le norme ordinarie.

Allo Stato è attribuita una limitata azione di rivalsa nei confronti del giudice che, salvo che nei casi di delitto volontario, non potrà mai superare la metà dello stipendio annuale del magistrato stesso al momento della richiesta del risarcimento (art. 8 comma 3).

Lo Stato deve esercitare la rivalsa entro due anni dal risarcimento effettuato.

In quali casi si può richiedere il risarcimento?

Può chiedere il risarcimento soltanto chi abbia subito un danno ingiusto a seguito di un atto posto in essere con delitto volontario o colpa grave, ossia laddove sussista:

  • La violazione manifesta della legge nonché del diritto dell’Unione Europea.
  • Il travisamento del fatto o delle prove.
  • L’affermazione di un fatto la cui esistenza è incontrastabilmente esclusa dagli atti del processo, o, viceversa, la negazione di un fatto incontrastabilmente esistente.
  • L’emissione di un provvedimento cautelare personale o reale fuori dai casi consentiti dalla legge o senza motivazione.

La responsabilità civile del giudice può essere valevole di risarcimento in caso di diniego di giustizia (casi di ritardi, rifiuti oppure omissioni del magistrato nel compimento di uno o più atti di ufficio).

Il risarcimento dovrà essere chiesto entro tre anni dalla sentenza di condanna.

Per altre definizioni giuridiche, scopri il nostro glossario giuridico.

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