Cosa si intende esattamente per violenza domestica? Leggi questo articolo per saperne di più e per scoprire cosa prevede la nostra legislazione a riguardo.


Sono sempre di più le persone che subiscono violenza all’interno delle mura domestiche. Le vittime sono uomini, donne e bambini che spesso non denunciano il fatto per paura o per vergogna. In base al rapporto dell’UNICEF, nella maggior parte dei casi, la violenza domestica viene commessa dagli uomini contro le donne.

Infatti, in una indagine ISTAT condotta nel 2006 è emerso che sono più di 6 milioni le donne dai 16 ai 70 anni che hanno subito abusi fisici o sessuali nell’arco della loro vita. Tra queste, 2 milioni di donne hanno subito violenza domestica dal partner attuale o da un ex partner.

Inoltre, come riporta l’ANSA, nei primi 10 mesi del 2017 sono state 114 le donne uccise, il 77,2% delle quali in ambito familiare.

Che Cos’è la Violenza Domestica?

La violenza domestica è un fenomeno che riguarda qualsiasi forma di abuso psicologico, fisico o sessuale esercitata su una persona dello stesso nucleo familiare.

Con questo termine ci si riferisce non solo alla violenza tra partner, ma anche alla violenza nei confronti dei figli, o più in generale alla violenza all’interno della famiglia.

La violenza domestica può causare gravi problemi a coloro che la subiscono come depressione, ansia, stress, tachicardia, bassa autostima, sensi di colpa e vergogna.

Le Forme di Violenza Domestica

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità esistono quattro forme di violenza tra partner:

  1. Fisica
  2. Sessuale
  3. Psicologica
  4. Comportamenti controllanti

La violenza fisica include tutti gli atti che mirano a fare del male o a spaventare una persona. Le aggressioni comprendono comportamenti quali calci, pugni, spintoni, percosse, strangolamento, immobilizzazione e mancato soccorso. Un’altra forma di violenza fisica è costituita, inoltre, dagli attacchi con l’acido.

La violenza sessuale comprende ogni forma di coinvolgimento in attività sessuali senza un reale consenso da parte dell’altra persona. Queste includono qualsiasi atto o tentativo di atto sessuale, commenti o avances sessuali non desiderate contro una persona con l’uso della forza.

La violenza psicologica, chiamata anche “violenza emotiva”, comprende atti come l’umiliazione, l’intimidazione, le minacce, gli insulti, il danneggiamento o la tortura nei confronti di un’altra persona.

I comportamenti controllanti sono una serie di tattiche mirate all’erosione della libertà e della autonomia del partner. Alcuni esempi sono l’isolamento di una persona dalla propria famiglia e dagli amici, il controllo dei suoi spostamenti e la limitazione del suo accesso alle risorse finanziarie e all’istruzione.

La Legislazione in Materia di Violenza Domestica

Le leggi sulla violenza domestica variano in base al Paese. In Italia, i maltrattamenti che avvengono in ambito familiare sono considerati un reato. Per questo motivo, sono presenti delle norme che tutelano le vittime di violenza.

La violenza domestica può essere legata a forme di reato descritte da molti articoli del Codice Penale. Più di recente, nel 2019, la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana ha pubblicato la legge 19 luglio 2019, n. 69 intitolata Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

La nuova legge ha l’obiettivo di affrontare e contrastare la violenza in tutte le sue forme introducendo pene più severe per chi commette il reato. Inoltre, il suo scopo è anche quello di accelerare l’adozione di provvedimenti per la protezione delle vittime.

Questa legge include 21 articoli che individuano i reati attraverso cui si esercita la violenza domestica e di genere. In particolare, sono stati introdotti, all’interno del Codice Penale, i seguenti articoli:

  • Art. 387-bis che prevede la reclusione da 6 mesi a 3 anni per chi non osserva gli obblighi di allontanamento e i divieti di non avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima.
  • Art. 558-bis in base al quale chi costringe una persona a contrarre il matrimonio o un’unione civile è punito con la reclusione da 1 a 5 anni.
  • Art. 612-ter secondo cui chiunque invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da 1 a 6 anni e con la multa da 5.000 a 15.000 euro.

Cosa Fare e a Chi Rivolgersi in Caso di Violenza Domestica?

In caso di violenza domestica è necessario chiamare le forze dell’ordine che indicheranno i passi da seguire. Inoltre, sono molte le Associazioni e le Onlus che si occupano di fornire aiuto e assistenza a tutte le persone vittime di qualsiasi tipo di violenza.

Il Telefono Rosa offre assistenza telefonica 24 ore su 24, consulenze psicologiche e legali gratuite, gruppi di auto e mutuo aiuto.

L’Associazione Nazionale Di.Re Donne in rete contro la violenza riunisce 80 centri antiviolenza con sedi in tutta Italia. Il loro scopo è quello di dare sostegno alle donne nel loro percorso di uscita dalla violenza.

Per trovare il Centro Antiviolenza più vicino a te puoi chiamare il numero nazionale 1522 che ti permette di parlare gratuitamente con operatrici specializzate.

Non si deve aver paura di denunciare perché questa è l’unica via per ritrovare la propria serenità!

Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguire il nostro glossario giuridico!

AIVM (Associazione Italiana Vittime di Malagiustizia)

Iscritta al Registro Provinciale delle Associazioni senza scopo di lucro della provincia di Milano, con il numero 409. C.F. 97613360151

Piazza Luigi di Savoia 22, Milano

31 Condivisioni
Condividi31
Condividi
Tweet