In questo glossario giuridico vi parliamo del matrimonio e della separazione dal punto di vista legale. Leggi l’articolo per saperne di più!


Il Matrimonio

Il matrimonio è il mezzo con cui i coniugi vogliono realizzare una comunione di vita, unendo cioè le loro vite dal punto di vista spirituale e materiale.

La comunione si realizza attraverso la convivenza, l’assistenza e il rispetto reciproco.

L’art. 29 della Costituzione stabilisce che il matrimonio è basato sulla eguaglianza dei coniugi.

Al contrario, prima della riforma degli anni 70, il Codice civile prevedeva la superiorità del marito. Il Codice identificava infatti quest’ultimo come “il capo della famiglia”.

L’uomo aveva una potestà maritale nei confronti della moglie, cioè un ruolo di potere rispetto a lei, secondo cui l’uomo poteva darle ordini e divieti.

Gli Obblighi Reciproci del Matrimonio

Moglie e marito hanno entrambi obbligo di fedeltà, assistenza, collaborazione e coabitazione. Vediamoli insieme nel dettaglio.

Fedeltà

La fedeltà è un vero e proprio obbligo giuridico.

È quindi una violazione dell’obbligo di fedeltà coniugale non solo avere rapporti sessuali con persone diverse dal coniuge, ma anche qualsiasi altro tipo di relazione con un’altra persona.

Assistenza

Con il termine assistenza si intende assistenza morale e materiale del proprio coniuge, riferendosi a un sostegno emotivo, mentale ed economico.

Collaborazione

Si tratta dell’obbligo di “collaborazione nell’interesse della famiglia”, che vede la gestione della famiglia come il risultato di un dialogo continuo tra i coniugi.

Prevede, inoltre, che le esigenze e i bisogni della famiglia siano più importanti di quelli personali dei coniugi.

Coabitazione

Si tratta dell’accordo preso dai coniugi nel decidere la residenza della famiglia presso l’abitazione in cui entrambi devono vivere.

L’interruzione della convivenza non è una violazione dell’obbligo di coabitazione, se determinata da giusta causa, ossia tutte le volte in cui la convivenza sia diventata intollerabile.

Al contrario, l’abbandono ingiustificato del tetto coniugale (abitazione in cui vivono moglie e marito), può invece rappresentare una violazione e dunque, dar luogo a sanzioni per il coniuge che si è allontanato.

La riforma del 1975 ha anche ribadito l’uguaglianza tra i coniugi anche sul piano patrimoniale. Entrambi infatti sono tenuti a contribuire ai bisogni della famiglia, secondo le proprie disponibilità economiche.

La Separazione Personale dei Coniugi

La separazione personale è diversa dal divorzio perché non interrompe gli effetti giuridici del matrimonio.

I coniugi non hanno più obbligo di convivenza, mentre gli obblighi di assistenza, collaborazione e sostegno economico vengono regolati diversamente.

Il codice si occupa solo della separazione legale. Ci può essere però una separazione di fatto, attraverso l’interruzione della convivenza sulla base di un accordo informale tra i coniugi. La convivenza può comunque essere ripresa in qualsiasi momento.

La separazione legale può essere giudiziale o consensuale. Vediamo insieme le differenze.

Separazione giudiziale

L’articolo 151 del Codice civile consente di chiedere la separazione anche per il solo fatto che la convivenza sia diventata intollerabile, sia per entrambi i coniugi che per uno solo di questi.

Potrebbe succedere che uno dei due coniugi non abbia proprie risorse economiche che gli permettano di mantenere lo stesso tenore di vita (cioè lo stesso stile di vita in base a condizioni e possibilità economiche).

Molto spesso è la moglie a trovarsi in questa situazione, soprattutto a causa della rinuncia alla propria carriera professionale, a favore della cura della famiglia.

In questo caso il giudice può imporre all’altro coniuge di versare una somma di denaro, sotto forma di assegno di mantenimento, ovviamente tenendo conto del suo reddito e delle sue disponibilità.

Il tribunale stesso può modificare il contenuto della sentenza se cambia la situazione. Ad esempio, se peggiora la condizione economica del coniuge obbligato a versare l’assegno di mantenimento, il tribunale modificherà la cifra dell’assegno.

Separazione consensuale

In questo caso non basta il solo consenso dei coniugi che si mettono d’accordo sulle condizioni della separazione (mantenimento, rapporti con i figli…).

È necessario che avvenga l’omologazione del tribunale, cioè un controllo da parte del tribunale sulle condizioni della separazione fissate dai coniugi.

Prima di procedere con l’omologazione il Presidente del tribunale dovrà fare un tentativo di conciliazione, in cui ascolterà i coniugi, separatamente e poi insieme, con lo scopo di far loro raggiungere un accordo.

Gli Effetti della Separazione

Quanto agli effetti della separazione, sia giudiziale che consensuale, nessuno dei due coniugi ha più obbligo di convivenza e l’obbligo di assistenza.

Continuano però ad avere obbligo di collaborazione, soprattutto riguardo ai figli.

La Riconciliazione

Gli effetti della separazione terminano, ovviamente, in caso di riconciliazione.

Questa può avvenire con dichiarazione o senza, semplicemente con un comportamento dei coniugi in contrasto con con la separazione, come ad ad esempio se tornano a vivere insieme.

Occorre dunque che venga ricostruita la vera comunione di vita tra i coniugi, cioè la loro unione spirituale e materiale.

Ti è piaciuto questo articolo? Scopri anche che cosa prevede l’Assegno di Divorzio e quali sono i nuovi criteri per la sua attribuzione.

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