Nel 1989 il celebre attore comico Franco Franchi venne coinvolto nel giro di accuse di complicità con la mafia che portò al Maxiprocesso contro Cosa Nostra. Fu prosciolto con formula piena ma la sua vita non fu più la stessa.


Insieme al suo socio Ciccio Ingrassia è stato uno dei comici più amati e apprezzati del dopoguerra.

Nella loro carriera hanno contribuito a creare pietre miliari della comicità italiana, incassando milioni di lire, al costo di lavorare ad un ritmo forsennato, girando anche 16 film un anno.

Franco Franchi però non poteva sapere che proprio una di queste commedie gli sarebbe costata unaccusa per associazione mafiosa, che avrebbe rovinato la sua carriera e, infine la sua stessa vita.

Accusato di Associazione Mafiosa

Nel 1989, mentre il maxiprocesso a Cosa Nostra prendeva forma grazie alle prime accuse, Franco Franchi riceve un avviso di garanzia dal giudice Falcone.

L’accusa era di associazione mafiosa e si basava sulla partecipazione di Franchi al film “Crema Cioccolato e Pa…prika”, uscito al cinema otto anni prima.

Alla sceneggiatura del film aveva partecipato Giorgio Castellani, figlio del boss mafioso Michele Greco che si sospetta avesse finanziato il film con i proventi delle sue attività illegali.

Ad aggravare la posizione di Franco Franchi rispetto al resto del cast si aggiunsero anche le dichiarazioni del pentito Antonio Calderone, che rivelò di aver riconosciuto alcuni personaggi famosi, tra cui Mario Merola e lo stesso Franchi, mentre partecipavano a dei ricevimenti tenuti dalle più importanti famiglie mafiose di Palermo.

La Difesa di Franchi

Franchi, profondamente amareggiato dall’accusa, passò al contrattacco rilasciando un’intervista all’Ansa dove definì le sue accuse “una montatura” e chiarì la sua versione dei fatti: essendo un artista e un personaggio pubblico Franco Franchi riceveva inviti per ogni sorta di evento pubblico, molto spesso senza nemmeno sapere chi vi partecipasse.

In un’altra intervista al settimanale Epoca precisò che aveva conosciuto i maggiori boss del crimine organizzato, da Tano Badalamenti a Michele Greco, senza però aver mai preso le parti di nessuno.

Aggiunse anche, con una punta di amarezza, di aver peccato di ingenuità nell’accettare gli inviti

Franco Franchi però sapeva di essere innocente e ne era talmente convinto da chiedere di incontrare il giudice Falcone che lo rassicurò.

“«Io non ho niente su di lei sulla mia scrivania, torni pure a casa tranquillamente e non ci pensi più “

Franchi fu infatti prosciolto da ogni accusa: il fatto che avesse conosciuto nello stesso periodo di tempo esponenti di famiglie rivali fu vista come la prova della sua buona fede.

Franco Franchi insieme a Ciccio Ingrassia nel film “Don Franco e Don Ciccio nell’Anno della Contestazione

Non Si Riprese Mai dalle Accuse

Il sospetto e la diffidenza però non abbandonarono Franco Franchi e lo seguirono fino alla sua morte, avvenuta nel 1992.

Ma davvero l’accusa di avere rapporti con la mafia contribuirono ad aggravare lo stato di salute di Franchi, portandolo a morire dopo solo tre anni?

Ne è convinto il figlio Massimo, che in un’intervista al Giornale di Sicilia per i ventisette anni dalla scomparsa del padre racconta che Franchi, già provato da una cirrosi epatica ebbe un peggioramento della sua salute proprio in seguito alle accuse.

Papà non fu più lo stesso, non rideva più e aveva anche paura ad uscire di casa e a farsi vedere. Quello infatti che gli dispiaceva maggiormente era il giudizio del suo pubblico“.

Franco Franchi apparve per l’ultima volta in televisione nel 1992, durante le registrazioni di Avanspettacolo. Fu colpito da un attacco cardiaco e ricoverato in ospedale ma insistette per apparire almeno nell’ultima puntata.

Disse Sono stato in paradiso ma non mi hanno voluto e si congedò chiedendo un applauso a quanti ci hanno voluto bene.

Fu l’addio di Franco Franchi ad un pubblico che lo aveva amato a tal punto da renderlo uno dei più grandi interpreti della commedia italiana.

Un amore che lui aveva sempre ricambiato: anche quando tutti, nel momento più difficile, gli avevano voltato le spalle.

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