Angela Lucanto: la Storia Della Bambina "Rapita" Dalla Giustizia | AIVM

Oggi AIVM vi propone la storia di Angela Lucanto.

Le vicissitudini di Angela Lucanto, ormai trentenne, hanno commosso ed indignato l’Italia intera. Riportate in auge dalla fiction di Canale 5 “L’amore strappato”, esse rappresentano uno dei casi di malagiustizia più eclatanti  in Italia.


La vita di un’intera famiglia milanese viene stravolta quando la figlia Angela viene prelevata dagli assistenti sociali e portata in una casa famiglia per allontanarla dal padre, accusato di avere abusato di lei. 

La Vicenda

Quello del 24 novembre 1995 è un venerdì come tutti gli altri: Angela, una bambina di sei anni che abita a Milano con la mamma, il papà e il fratellino, è a scuola insieme ai suoi compagni.

Ad un certo punto, due carabinieri ed un assistente sociale fanno irruzione nella classe in cui la bambina sta seguendo la lezione. La prelevano e la portano all’Istituto di Milano gestito dal Cismai (Centro Italiano contro il Maltrattamento e l’abuso dell’Infanzia).

La motivazione è la seguente: il papà di Angela è stato accusato dalla nipote quattordicenne di abusi sessuali nei  confronti suoi e nei confronti della figlia Angela.

E’ quindi necessario che quest’ultima  venga allontanata al più presto dalla famiglia naturale. Le proteste della bambina non vengono ascoltate, anzi, inizia un iter di interrogatori e pressioni psicologiche volte a farla confessare.

Il 26 gennaio del 1996, in seguito ad un disegno realizzato da Angela che era stato interpretato dagli assistenti sociali come un simbolo fallico, il papà viene portato a S.Vittore, dove vi rimarrà per due anni e mezzo.

Il Trasferimento a Genova


Due anni dopo l’arresto,  il padre di Angela Lucanto viene riconosciuto innocente ed assolto in appello. Ma questo non basta per poter far ricongiungere la bambina con la sua famiglia: Angela è ritenuta adottabile e  il Tribunale dei minori toglie la patria potestà ai genitori.

La mamma di Angela tenta un ultimo, disperato gesto e si incatena davanti all’orfanatrofio in cui è rinchiusa la figlia. Così facendo però provoca una reazione opposta a quanto desiderato. Trasferiscono la bambina in una casa famiglia a Genova, dove  le viene detto che i suoi genitori naturali sono morti.

Inizia così per Angela un periodo di abusi e di violenze fisiche e psicologiche, che la segneranno per il resto della sua vita. Qualche mese dopo, la bambina viene data in adozione ad una famiglia di Varese che ha già tre figli, due adottati ed uno naturale. Angela trascorre con loro dieci anni senza mai trovarsi realmente bene. 

Il Ricongiungimento

 I genitori di Angela non hanno mai smesso di lottare, anche quando tutto sembrava essere contro di loro. Dopo anni di ricerche, di porte in faccia e di piste false, riescono finalmente a rintracciare la loro bambina ad Alassio, un piccolo paesino della riviera ligure.

Per non creare uno shock emotivo alla figlia, che ormai è diventata una giovane donna, non si rivelano subito. La osservano e dopo qualche tempo le fanno recapitare una lettera dal fratello. Angela decide di ricongiunsi subito con la sua famiglia naturale. Non ascolta il consiglio del giudice di restare con quella adottiva ancora sei mesi, fino al raggiungimento della maggiore età. 

Conclusione

Nonostante il ricongiungimento finale, non si può parlare di lieto fine. Angela è una bambina a cui è stata rubata l’infanzia da una giustizia troppo presuntuosa da poter ammettere di essere nel torto.

Nessun risarcimento riuscirà mai a colmare il vuoto che questo caso di malagiustizia ha provocato, il vuoto di una bambina che è stata costretta a crescere senza i suoi genitori.

Adesso Angela è una donna che ha deciso di andare avanti e di non arrendersi. Con l’ausilio di due giornalisti,  ha scritto un libro affinché la sua storia non venga dimenticata e possa essere di guida e di aiuto per altre famiglie che ancora oggi si trovano nella loro stessa situazione. 


AIVM (Associazione Italiana Vittime di Malagiustizia)

Iscritta al Registro Provinciale delle Associazioni senza scopo di lucro della provincia di Milano, con il numero 409. C.F. 97613360151

Piazza Luigi di Savoia 22, Milano

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