Gigi Sabani, Lo Showman Incastrato Dalla Malagiustizia | aivm.it
Gigi Sabani, uno dei più noti conduttori italiani degli anni ’80 e ’90
Image Credits: Roma Cinque

Gigi Sabani è l’esempio di come la malagiustizia possa colpire non solo le persone comuni, quelle della porta accanto, ma anche personaggi famosi.

Proprio in questi giorni, 23 anni fa, si consumava il dramma del noto showman.

Accusato e incarcerato per crimini mai commessi, quello del noto showman è uno dei casi più famosi di malagiustizia in Italia.

Un caso assurdo per il quale lo stesso Sabani, così come Enzo Tortora, nonostante l’archiviazione del caso, soffrì tantissimo e non tornò mai più quello di prima.


Gigi Sabani: Il Personaggio

La carriera di Gigi Sabani inizia dopo una sua esibizione al noto programma radiofonico “La Corrida”, condotto da Corrado.

Il suo pezzo forte, oltre alla simpatia contagiosa, era l’innata capacità di imitare grandi personaggi dello spettacolo di quell’epoca.

Durante tale esibizione, proprio le imitazioni di Gianni Morandi e Mino Reitano divertono molto i radio ascoltatori e rappresenteranno per Gigi Sabani dei trampolini di lancio nel mondo dello spettacolo.

Sul finire degli anni Settanta, proprio come imitatore, inizierà a calcare i palchi televisivi. Con gli anni, però, non si limiterà ad essere un imitatore, ma passerà alla conduzione.

Negli anni ’80 parteciperà a una lunga serie di fortunati programmi televisivi dei palinsesti di Rai e Mediaset, come ad esempio “Domenica In“, “Fantastico” e “OK, il prezzo è giusto“.

Ed è proprio in questi programmi che, grazie anche agli sketch con alcuni dei conduttori più importanti di quell’epoca – tra cui Pippo Baudo e Valerio Merola – entra nel cuore di milioni di telespettatori italiani.

Sulla scia degli anni Ottanta, anche gli anni Novanta sono anni di importanza fondamentale per la carriera di Gigi Sabani.

Niente e nessuno sembrerebbe capace di arrestare l’ascesa di popolarità del comico. Tutto questo fino al giugno del 1996.

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Gigi Sabani sul palco insieme ai colleghi e amici Ramona Dell’Abate e Valerio Merola

Il Dramma Dell’Arresto Di Gigi Sabani

All’alba del 18 giugno del 1996, i Carabinieri bussano alla porta di Gigi Sabani per arrestarlo.

Le accuse mosse nei suoi confronti sono quelle di reato di truffa a fini sessuali e induzione alla prostituzione.

Incredulo nell’ascoltare certe accuse nei suoi confronti, pensa immediatamente sia uno scherzo del programma televisivo “Scherzi a parte“.

La faccenda è così assurda che, ironizzando, chiede agli uomini dell’Arma dove siano le telecamere che stanno riprendendo la scena.

Col passare dei minuti capisce che quello che sta vivendo non è frutto di fantasia e goliardia, ma la pura realtà dei fatti.

A muovere queste accuse gravissime fu Katia Duso (all’epoca dei fatti minorenne), aspirante showgirl presso un centro per modelle con sede a Biella.

La ragazza riferì ai Carabinieri di un giro di “incontri privati” tra uomini dello spettacolo e ragazze, al fine di ottenere contratti di lavoro nel mondo della televisione e del cinema.

Tra questi uomini, la Duso riferì al PM Alessandro Chionna della presenza di Gigi Sabani e della loro ipotetica prestazione sessuale in cambio di un contratto di lavoro. Da qui l’arresto.

In questo scandalo, Sabani non fu l’unico personaggio del mondo dello spettacolo coinvolto.

Anche Valerio Merola, infatti, fu menzionato tra gli uomini che avevano partecipato a questi incontri a luci rosse e quindi coinvolto nella losca vicenda.

Il Ritorno Nel Mondo Dello Spettacolo

Dal 18 giugno 1996, giorno della sua incarcerazione, Gigi Sabani trascorrerà ben 13 giorni agli arresti domiciliari. Il 1 luglio 1996, infatti, viene disposta la sua scarcerazione.

Tornato in libertà, decide di presentare denuncia per abuso d’ufficio” nei confronti del PM Chionna.

Come riportato da Dagospia, quest’ultimo, nel 1997, si unirà in matrimonio proprio con Anita Ceccariglia, ex compagna di Gigi Sabani per 4 anni e testimone nell’inchiesta che vide coinvolto il noto showman.

L’anno successivo, in data 13 febbraio 1997, la paradossale vicenda giudiziaria si chiude definitivamente con l’archiviazione del procedimento.

Gigi Sabani quel giorno dichiarerà: “La prima notizia bella dopo tanta sofferenza inutile”.

Inoltre, per i 13 giorni in cui fu detenuto ingiustamente, lo showman fu risarcito con 24 milioni di lire. Cifra irrisoria rispetto a tutti i danni psicofisici e d’immagine da lui subiti.

Nonostante molti amici e colleghi si siano allontanati da lui, Sabani ottiene comunque delle offerte per tornare a lavorare nel mondo della televisione.

Non sono incarichi della stessa importanza del passato, ma accetta comunque.

Gigi Sabani sembra mantenere la stessa allegria di sempre, ma chi lo conosce da vicino sa che, dopo la brutta vicenda vissuta, non è più lo stesso. E’ come se avesse un velo di tristezza sul volto, una malinconia di fondo.

Lo Stress Che Lo Portò Alla Morte

Quella di Gigi Sabani non era solo malinconia, ma la triste vicenda l’aveva segnato profondamente, tanto da causargli uno stato di forte stress emotivo e psicologico.

Il 4 settembre 2007, mentre lo showman era a casa della sorella per cena, accusa un malore. Quella stessa sera muore per infarto.

Una morte che sa di beffa, dato che lo showman aveva lamentato per tutto il giorno un malessere e in particolare uno strano formicolio al braccio sinistro.

Proprio per questi motivi era stato chiamato un medico che, dopo averlo visitato, non aveva riscontrato nulla di grave.

Dopo la morte di Gigi Sabani, molte personalità del mondo dello spettacolo rilasciarono delle dichiarazioni forti in difesa del collega.

Uno di questi fu Maurizio Costanzo, che a Dagospia dichiarò: “Quel peso che si è portato sule spalle, da innocente, alla fine lo ha ucciso”, con chiaro riferimento al caso di malagiustizia che lo stesso Sabani subì undici anni prima.

Anche Valerio Merola, coinvolto nello stesso scandalo, commentò la morte del collega e amico defunto con chiaro rimando al PM Chionna.

Un caso di malagiustizia con un tragico epilogo: la morte prematura di un uomo innocente che non ha neppure potuto gioire della nascita del proprio figlio.

Sì, perché 7 mesi dopo la morte di Gigi Sabani, la sua compagna darà alla luce loro figlio. Un figlio che non ha mai potuto conoscere suo padre.

AIVM (Associazione Italiana Vittime di Malagiustizia)

Iscritta al Registro Provinciale delle Associazioni senza scopo di lucro della provincia di Milano, con il numero 409. C.F. 97613360151

Piazza Luigi di Savoia 22, Milano

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