58 Condivisioni

Un caso a lieto fine: padre riabbraccia il suo bambino dopo 4 anni di ingiusto allontanamento

Vi raccontiamo un caso di malagiustizia conclusosi per il meglio.

La vicenda vede coinvolto un padre, a cui è stato ingiustamente tolto il figlio dai servizi sociali e allontanato per quattro anni.

Grazie all’aiuto e all’intervento di AIVM, il padre è finalmente riuscito a riabbracciare suo figlio.

(Nomi e località sono stati omessi per ragioni di privacy)

Tutto ha inizio nel 2010, anno in cui la famiglia attraversa un duro periodo di crisi a livello economico. Alle difficoltà finanziarie subentrano gli attriti tra i due coniugi, in seguito ai quali la moglie decide di abbandonare l’abitazione con l’altra figlia e di trasferirsi all’estero.

Nel 2011 la situazione non migliora, anzi. Dopo aver perso la casa, intervengono i servizi sociali, i quali, a causa della precaria situazione economica e del difficile rapporto tra i genitori, decidono di allontanare il figlio minore e di inserirlo in una casa famiglia, senza lasciare al padre nessuna alternativa. Nel frattempo la madre fa rientro in Italia.

Nel maggio del 2012 il bambino viene prelevato dalla madre, all’insaputa del padre, e condotto all’estero, oltretutto senza i necessari documenti.

Il padre raggiunge il resto della famiglia, e dopo numerose difficoltà burocratiche, riesce a fare ritorno in Italia con il figlio, avvisando le autorità competenti di quanto successo e del loro ritorno.

Nonostante l’uomo avesse informato repentinamente le autorità sull’accaduto, al loro rientro il bambino viene nuovamente trasferito in una comunità protetta e viene impedito al padre di vederlo.

In seguito i rari incontri con il minore sono sempre avvenuti in presenza di psicologi e altre autorità, impedendo così al padre di poter godere a pieno del poco tempo concessogli di trascorrere con il figlio. Senza tenere conto poi del grave impatto emotivo che ciò ha avuto sul bambino, a cui in pratica è stato impedito di vivere liberamente gli incontri con il padre, vedendolo trattato come una sorta di criminale.

Durante queste brevi visite però, il padre si accorge che qualcosa non va: spesso il piccolo si presenta con lividi e segni sul corpo. Le sue segnalazioni rimangono inascoltate. Fino a che il bambino non viene ricoverato d’urgenza per un’ustione di secondo grado sul corpo, che si è procurato rovesciandosi addosso un pentolone d’acqua bollente, che stava preparando senza la supervisione di nessuno.

Da qui emerge la completa inadeguatezza del personale della struttura, che in più occasioni si dimostra disattento e incurante delle necessità del minore.

È da evidenziare inoltre che il padre non è stato avvisato del ricovero del figlio in maniera immediata, ma lo è venuto a sapere solo in un secondo momento.

I disperati appelli del padre, per far tornare il piccolo a casa non hanno seguito, così si rivolge ad AIVM -Associazione Italiana Vittime di Malagiustizia. L’uomo si presenta in possesso di foto e riprese che mostrano le gravi condizioni di salute del bambino.

I nostri volontari si sono subito attivati, contattando le autorità competenti del caso, la procura e il tribunale dei minori,  con tutte le prove in possesso. In seguito alla denuncia, prende avvio un procedimento giudiziario.

Nel 2014 arriva una prima buona notizia: il bambino viene trasferito in un’altra struttura, e al padre è concesso di passare più tempo in sua compagnia.

Da recenti contatti, sappiamo che il bambino ora è tornato a vivere con il padre.  

L’inadeguatezza e la disattenzione delle autorità e delle strutture adibite alla cura dei minori nel nostro paese rappresentano una questione spinosa. In molti casi si corre il rischio di nuocere al bene del minore, piuttosto che preservarlo.

Nel nostro caso la storia si è conclusa con un lieto fine: è stato finalmente possibile ricongiungere un padre con il proprio figlio, che per troppo tempo gli è stato tenuto lontano.

58 Condivisioni