22 Anni Fa Veniva Arrestato Michele Tedesco | aivm.it

Nel 2012 la nostra associazione si interessò al grave caso di malagiustizia accaduto all’imprenditore Michele Tedesco.

Proprio oggi ricorre il ventiduesimo anniversario del suo arresto: è l’inizio di una vicenda che cambierà per sempre la sua vita privata e lavorativa.


Esattamente il 18 luglio 1997, i militari dell’Arma dei Carabinieri di Altamura arrestano nella sua abitazione l’imprenditore pugliese.

Da quel momento iniziò per Tedesco un calvario giudiziario che si concluse solamente 9 anni dopo.

Ritenendosi vittima di un caso di malagiustizia, il signor Tedesco si rivolse direttamente ad AIVM: l’Associazione, con i suoi volontari, seguì e diede supporto legale all’imprenditore per tutta la durata della sua disavventura.

I Fatti

All’epoca della vicenda, Michele Tedesco è un imprenditore pugliese di 41 anni, conduce regolarmente la sua attività nel paese di Gravina di Puglia ed è iscritto alla Camera di Commercio di Bari.

Non è assolutamente al corrente che da lì a poco la sua vita cambierà per sempre.

Il 18 luglio 1997 il P.M. Leonardo Rinella richiede l’arresto del signor Tedesco e le volanti dei Carabinieri di Altamura si dirigono verso la casa dell’imprenditore.

Viene immediatamente arrestato: portato in caserma per eseguire i primi accertamenti, viene successivamente condotto presso la casa circondariale di Bari.

Rinchiuso in un cella di isolamento, l’imprenditore pugliese non ha assolutamente idea di quello che sta accadendo: si dichiara immediatamente estraneo ai fatti ed all’oscuro dei motivi del suo arresto.

In merito ai quei drammatici momenti in seguito dichiarerà:

“Ricordo ancora l’esperienza più mortificante: l’uscita in manette dalla caserma, mentre all’esterno c’erano decine di giornalisti, fotografi e cineoperatori ad attendere me e gli altri trenta arrestati. Mi coprii la faccia con il fascicolo dell’ordinanza, però sentivo gli occhi addosso di tutti. Una sensazione che per anni non sono riuscito a cancellare”.

Le Accuse

Michele Tedesco è l’ennesima vittima di un clamoroso errore giudiziario, ma in che modo il nome dell’imprenditore è finito nel registro degli indagati?

All’epoca, la Procura di Bari stava conducendo un’indagine nei confronti di associazioni a delinquere operanti sul territorio pugliese.

Furono proprio alcuni pentiti divenuti collaboratori di giustizia, a fare il nome di Tedesco, il quale era in realtà totalmente estraneo agli ambienti criminali.

Viene quindi disposta un’ordinanza di arresto cautelare a suo carico per ordine del G.I.P. Dott. Antonio Diella.

Le accuse sono quelle di acquisto, possesso, vendita e distribuzione di diverse sostanze stupefacenti, tra cui hashish, eroina e cocaina, sia in campo nazionale che internazionale.

Michele Tedesco trascorre due settimane nel carcere di Bari, ribadendo durante i vari interrogatori la propria innocenza.

Per questo motivo il 1° agosto 1997, il Giudice modifica la misura cautelare di arresto convertendola in domiciliari.

L’imprenditore trascorre i successivi 4 mesi confinato nella sua abitazione, fino a quando il 13 novembre 1997 vengono ufficialmente revocati gli arresti domiciliari.

Nonostante questo, Tedesco ha l’assoluto divieto di allontanarsi dal luogo di residenza, con obbligo di firma giornaliera presso la Caserma dei Carabinieri.

Questa assurda situazione si protrae fino al 23 dicembre 1999.

Processo ed Assoluzione

All’udienza preliminare, tenutasi il 14 Febbraio 1998, il GUP Daniela Rinaldi dispose l’invio a giudizio di Michele Tedesco innanzi alla Corte di Assise di Bari.

Durante i processi, la situazione di Tedesco viene a poco a poco chiarita dal momento in cui è ormai chiaro che non solo non esistono sufficienti prove a suo carico, ma che l’imprenditore è del tutto estraneo alla vicenda.

Questo grave caso di malagiustizia si concluderà solo nove anni dopo, quando su richiesta avanzata dallo stesso P.M. Elisabetta Pugliese, la Corte di Assise adotta una sentenza di assoluzione dell’imputato con ampia formula di merito.

Nonostante sia stato assolto, la vita di Michele Tedesco non è più tornata quella di prima, perché la malagiustizia è questa: è facile essere macchiati di un crimine mai commesso, ma è impossibile tornare completamente “pulito” come lo si era prima.

AIVM (Associazione Italiana Vittime di Malagiustizia)

Iscritta al Registro Provinciale delle Associazioni senza scopo di lucro della provincia di Milano, con il numero 409. C.F. 97613360151

Piazza Luigi di Savoia 22, Milano

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