L’appropriazione indebita, secondo l’art. 646 del codice penale, si ha quando qualcuno si appropria del denaro o di una cosa mobile di un’altra persona, procurandosi di conseguenza un ingiusto profitto.

L’appropriazione indebita è un reato di cui sente parlare molto spesso.


Non è sempre un concetto chiaro, dunque con questo articolo cercheremo di analizzare nel dettaglio l’argomento.

Cos’è l’Appropriazione Indebita?

L’appropriazione indebita, secondo l’art. 646 del codice penale, si ha quando qualcuno si appropria del denaro o di una cosa mobile di un’altra persona, procurandosi di conseguenza un ingiusto profitto.

Come nel furto, si ha il reato appena descritto quando il vantaggio è esclusivamente patrimoniale.

L’appropriazione si ha ogni volta che il soggetto tratta la cosa altrui come fosse propria.

Le Differenze Con il Reato di Furto

La differenza con il reato di furto sta nella vicinanza fra l’autore del reato e la vittima.

Chi commette appropriazione indebita, infatti, è già in possesso della cosa.

Il reato avviene quando il soggetto, decide di non restituire il bene al legittimo proprietario.

Nel furto, invece, l’autore del crimine non dispone del bene e ne entra in possesso dopo aver commesso il fatto (ad esempio lo scippo di una borsetta o il furto di un motorino).

Appropriazione Indebita e Peculato

Il reato è senza dubbio, più simile a quello di peculato.

In entrambi i casi, infatti, il soggetto si appropria di un bene del quale ha la disponibilità, non restituendolo al legittimo proprietario.

La differenza principale sta nella persona che commette il reato.

Nel caso del peculato, l’autore del reato è un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio il quale, grazie al suo ruolo, ha la disponibilità del bene.

Un esempio potrebbe essere il tesoriere di un ente pubblico che, essendo a contatto con il denaro, decide di sottrarlo.

Qual è la Pena Per Chi Commette il Reato?

A seguito delle modifiche fatte alla Legge Anticorruzione del 2018, soprannominata legge spazzacorrotti, il reato di appropriazione indebita è punito con la reclusione da due a cinque anni e con l’ammenda da euro 1000 a euro 3000.

Nel caso in cui un pubblico ufficiale (ad esempio un appartenente alle forze dell’ordine) commette il reato, la situazione è senza dubbio più grave ed egli rischia una pena fino a dieci anni di reclusione.

Un altro elemento di valutazione è il dolo specifico.

Il dolo specifico si ha quando il soggetto che commette il reato, agisce con coscienza e volontà, appropriandosi volontariamente del bene di qualcun altro.

Quando l’Appropriazione Indebita è Aggravata?

Si parla di appropriazione indebita aggravata quando il reato viene commesso da una persona che possedeva quel bene a titolo di deposito.

Un esempio molto semplice di bene a titolo di deposito: pensiamo ad un nostro amico che, facendoci un favore, ci tiene la nostra auto nel suo garage e da un momento all’altro decide di non restituircela più.

In questo caso la pena viene aumentata significativamente.

Quando il Reato si Prescrive?

Il reato, di regola, si prescrive in 6 anni.

Quindi, trascorsi 6 anni dal fatto, la vittima perde la possibilità di tutelarsi, come stabilito dall’art. 157 del codice penale.

Come ci si Può Tutelare?

La vittima può difendersi solamente querelando l’autore del reato di appropriazione indebita.

La querela va esercitata entro 3 mesi dal giorno della notizia del reato.

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AIVM (Associazione Italiana Vittime di Malagiustizia)

Iscritta al Registro Provinciale delle Associazioni senza scopo di lucro della provincia di Milano, con il numero 409. C.F. 97613360151

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