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Assassinato, No Al Risarcimento: Guadagnava Più Di 11.500 Euro

Era troppo “ricco” e così la famiglia di David Raggi, ucciso da un marocchino ubriaco, non potrà avere alcun indennizzo. 

Dal Messaggero di Mercoledì 27 Luglio 2016:

Era troppo “ricco” e così la famiglia di David Raggi, il 27enne di Terni ucciso da un marocchino ubriaco, non potrà avere alcun indennizzo nell’ambito del fondo per le vittime di reati internazionali e violenti, istituito dalla legge 122 dello scorso 7 luglio. Il giovane, che aveva cominciato a lavorare da un anno, aveva infatti un reddito di 13.500 euro; mentre la normativa italiana ha fissato come soglia di accesso al fondo 11.500 euro.

Di “limitazione gravissima e anticostituzionale” parla il legale della famiglia Raggi, l’avvocato Massimo Proietti, che assiste anche i parenti, che si trovano in situazioni analoghe, di Pietro Raccagni, il commerciante della provincia di Brescia ucciso durante una rapina in villa da una banda di stranieri nel luglio 2014, e di Carlo Macro, il 33enne trafitto al cuore con un cacciavite da un indiano clandestino, a Roma, nel febbraio dello stesso anno.

Anche per le famiglie di queste ultime due vittime non è previsto infatti al momento alcun risarcimento, sempre per motivi reddituali.

“Questa norma è contraria ai principi costituzionali interni ed europei”, dice ancora il legale, annunciando che solleverà una questione di legittimità costituzionale nell’ambito della causa civile già intentata davanti al tribunale di Roma dalla famiglia Macro contro lo Stato, per la mancata protezione di un proprio cittadino, e la cui prima udienza è fissata per il 12 dicembre 2016.

AIVM (Associazione Italiana Vittime di Malagiustizia)

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