Kevin Spacey: Cadute le Accuse Penali di Molestie | aivm.it

Il 18 luglio scorso, è stata ufficialmente ritirata l’accusa di molestie sessuali nei confronti dell’attore Kevin Spacey.


Tutti ricordano come l’attore hollywoodiano sia rimasto coinvolto nello scandalo sollevato dal caso Weinstein e dal fenomeno #metoo.

Le ripercussioni sulla sua carriera lavorativa e vita privata sono state inevitabilmente devastanti.

Alla luce di questi nuovi sviluppi, cercheremo di ricostruire nello specifico tutta la vicenda ed in che modo la carriera di uno dei più talentuosi attori in circolazione sia andata irrimediabilmente distrutta.

Il Personaggio

Kevin Spacey Fowler nasce il 26 luglio del 1959 a South Orange, New Jersey: terzo figlio di una coppia di impiegati, l’intera famiglia Spacey si trasferisce a Los Angeles quando Kevin ha 4 anni.

Da bambino l’attore dimostrava un carattere molto vivace: basti pensare che venne espulso dall’accademia militare che frequentava.

Crescendo, le sue più grandi passioni sono il pugilato e la recitazione: tenuto a fare una scelta, l’amico e futuro collega Val Kilmer consiglia a Spacey di intraprendere la carriera attoriale.

Decide quindi di trasferirsi a New York, con lo scopo di frequentare la prestigiosissima Julliard School, famosa scuola di arti e spettacolo.

Dopo soli due anni però decide di abbandonare gli studi per dedicarsi a tempo pieno alla sua carriera, approdando a Broadway.

Alterna la vita teatrale con piccole apparizioni in pellicole cinematografiche, come Heartburn – Affari di cuore e Una Donna in Carriera, entrambi del regista Mike Nichols.

Nel 1991 arriva il primo riconoscimento ufficiale, quando vince il Tony Award come migliore attore non protagonista nell’opera teatrale Lost in Yonkers di Neil Simon.

Il 1995 è invece l’anno della svolta per la sua carriera ad Hollywood: Bryan Singer lo vuole nel film diventato cult I Soliti Sospetti e per cui vincerà un Oscar come migliore attore non protagonista.

Da allora la sua popolarità decolla, culminando con la vittoria dell’Oscar come migliore attore nel 2000 per la sua interpretazione nel film American Beauty.

Si cimenta quindi anche dietro alla macchina da presa, dirigendo i film Insoliti Criminali e Beyond the Sea.

Nel 1997 ha fondato inoltre una sua casa di produzione, con lo scopo di scoprire e lanciare nuovi talenti nel mondo del cinema.

In tempi più recenti torna prepotentemente sulla scena come uno degli attori più in vista di Hollywood grazie alla serie House of Cards.

La serie, di cui è protagonista e produttore, è la prima produzione originale della popolare piattaforma di streaming e on demand Netflix, di cui ha sicuramente contribuito ad aumentarne la popolarità.

Con House of Cards Spacey vince il Golden Globe come miglior attore protagonista in una serie drammatica.

A lato della sua brillante carriera sul piccolo e grande schermo, Spacey non ha mai abbandonato il suo primo amore, ovvero il teatro.

Si è infatti impegnato personalmente nel recupero del teatro londinese Old Vic, di cui è stato direttore artistico dal 2003 al 2015.

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La stella di Kevin Spacey sulla Hollywood Walk of Fame, posata nel 1999.

Il Caso Weinstein ed il Fenomeno Metoo

Il nome di Spacey diventa tristemente famoso quando si trova coinvolto nello scandalo scoppiato in seguito al caso Weinstein.

Nell’ottobre 2017 infatti, diverse donne accusano di molestie ed aggressioni sessuali il famoso produttore cinematografico Harvey Weinstein.

Grazie alla sua posizione di potere all’interno dell’industria dell’intrattenimento, il produttore avrebbe tenuto comportamenti inappropriati con diverse attrici e personalità del mondo dello spettacolo.

Il New York Times è stata la prima testata giornalistica a lanciare un’inchiesta sul caso: otto donne avrebbero subito aggressioni da parte di Weinstein, il quale le avrebbe in seguito pagate per insabbiare la vicenda.

Il The New Yorker ha ripreso il caso, portando ulteriori 13 testimonianze di altrettante donne che avrebbero subito molestie e violenze a sfondo sessuale.

La posizione di Weinstein si aggrava ulteriormente quando viene formato un vero e proprio movimento promosso dalle vittime del produttore: tramite la piattaforma Twitter, viene lanciato l’hashtag #metoo.

Grazie al coraggio delle prime testimoni infatti, si è creata una reazione a catena, che ha convinto molte altre vittime a rendere pubblica la loro esperienza.

In totale si è arrivati a circa 93 testimonianze a carico di Weinstein, tra cui spiccano ben 14 accuse di stupro.

Non è passato molto tempo che lo scandalo #metoo ha iniziato ad investire non solo Weinstein, ma molte altre celebrità legate agli ambienti di Hollywood.

Le accuse delle vittime sono sempre dello stesso tipo, ovvero importanti personalità del mondo dello spettacolo che hanno approfittato della loro posizione per compiere atti di molestie ed aggressioni di natura sessuale più o meno gravi.

Kevin Spacey è stato uno dei primi nomi a finire nella bufera.

Circa 30 persone accusano l’attore sui social e su diversi tabloid di molestie.

Le Accuse Contro Spacey

Spacey entra a far parte nell’inchiesta Weinstein il 29 ottobre del 2017: l’attore Anthony Rapp lo accusa pubblicamente di averlo molestato sessualmente.

La notizia ha subito un impatto mediatico devastante per due motivi.

Il primo è che il fatto a cui si riferisce Rapp è accaduto nel 1986 e cioè quando l’attore era ancora minorenne: egli aveva solamente 14 anni, mentre Spacey 26.

In secondo luogo, l’attore, nel rispondere all’accusa, è stato costretto a fare coming out: Spacey dichiara ufficialmente di essere gay.

Secondo l’intervista rilasciata da Rapp, durante una festa Spacey avrebbe fatto delle avances sessuali al giovane attore mentre era visibilmente ubriaco.

L’attore del New Jersey risponde scusandosi via Twitter con il diretto interessato.

Non ricordandosi assolutamente dell’accaduto, scrive che se fosse vero quanto affermato da Rapp:

“… I owe the sincerest apology for what would have been deeply inappropriate drunken behavior …”

(“… gli devo le mie più sincere scuse per quello che è stato un comportamento profondamente inappropriato dettato dall’alcol …”)

Come per Weinstein, dopo le accuse di Rapp altre vittime prendono coraggio e denunciano su social e carta stampata le molestie subite.

Tra le vittime ci sono principalmente professionisti e tecnici che hanno lavorato sul set con l’attore, ma anche qualche volto famoso.

Il figlio dell’attore Richard Dreyfuss e l’ex genero del re Harald V di Norvegia, Ari Behn, hanno dichiarato di essere stati molestati da Spacey.

Non solo nella sua vita privata, ma le ripercussioni sulla sua carriera sono state enormi: inizialmente Netflix decide di sospendere la serie di grandissimo successo House of Cards.

In seguito licenzia definitivamente l’attore dal cast, oltre a bloccare la produzione del film Gore, di cui Spacey avrebbe dovuto esserne il protagonista.

Ridley Scott e la Sony decidono di estromettere Spacey dal film Tutti i Soldi del Mondo: l’attore è stato sostituito da Cristopher Plummer e sono state rigirate tutte le scene in cui era presente.

Inoltre la International Academy of Television Arts and Sciences ha ritirato la sua decisione di onorare Spacey con l’International Emmy Founders Award nel 2017.

L’ Assoluzione Dall’Accusa di Molestie

Tra le quasi 30 dichiarazioni di molestie rilasciate dalle vittime di Spacey ai vari media, solo un ragazzo ha deciso di denunciare ufficialmente alle autorità l’accaduto.

Si tratta di William Little, giovane cameriere di Nantucket che all’epoca dei fatti era diciottenne.

A denunciare le molestie subite dal giovane è stata inizialmente la madre, Ruth Unruh ex anchorwoman di Boston.

Secondo le prime dichiarazioni, il figlio della giornalista ha approcciato l’attore nel bar dove lavorava, sperando in un selfie.

Spacey avrebbe fatto ubriacare il giovane e lo avrebbe palpeggiato nelle parti intime: a quel punto Little sarebbe scappato.

Ad incastrare l’attore ci sarebbe un video girato personalmente dal ragazzo con il suo cellulare.

Spacey, che rischiava fino a 5 anni di galera, ha sempre negato ogni accusa. L’avvocato dell’attore, ha subito messo in dubbio la credibilità della testimonianza di Little.

La difesa di Spacey ha richiesto di poter esaminare il cellulare in questione, in quanto sostiene che ci siano al suo interno chat e fotografie che dimostrano l’innocenza dell’attore.

Secondo l’avvocato della star infatti, i due si conoscevano ed intrattenevano un rapporto di amicizia.

A supportare questa versione ci sarebbero diverse testimonianze, tra cui quelle degli altri clienti del locale e della fidanzata di Little.

Quando è stata fatta domanda per ricevere una copia dei dati non alterati presenti sul dispositivo, il cellulare sarebbe inspiegabilmente sparito.

Little ha quindi invocato il quinto emendamento (la facoltà di non rispondere) ed ha ritirato la denuncia.

Il tribunale del Massachusetts ha fatto quindi cadere tutte le incriminazioni contro Kevin Spacey.

L’avvocato dell’attore ha sostenuto che la famiglia del giovane avesse denunciato Spacey per “motivi meramente economici”.

Al momento l’attore non ha più nessuna accusa ufficiale a suo carico per la Giustizia americana.

Sebbene sia ormai quasi certo che il ragazzo abbia ingigantito l’accaduto, è difficile scagionare il divo e ritenerlo una inerme vittima della malagiustizia.

Al momento infatti, sebbene non siano presenti denunce ufficiali, Scotland Yard sta indagando sui comportamenti sconvenienti tenuti dall’attore nei confronti di alcuni colleghi quando era responsabile dell’Old Vic.

D’altro canto, è innegabile che la carriera e l’immagine di Kevin Spacey siano state rovinate per sempre a causa di una denuncia conclusasi in un nulla di fatto.

AIVM (Associazione Italiana Vittime di Malagiustizia)

Iscritta al Registro Provinciale delle Associazioni senza scopo di lucro della provincia di Milano, con il numero 409. C.F. 97613360151

Piazza Luigi di Savoia 22, Milano

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