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AIVM compie 6 anni: in media più di 2 persone si rivolgono ogni giorno all’associazione ritenendosi vittime di malagiustizia, la punta dell’iceberg di un fenomeno più vasto di quanto si pensi. 

Il 27 gennaio 2018 ricorre l’anniversario di AIVM (Associazione Italiana Vittime di Malagiustizia), fondata nel 2012 e che ha raggiunto un inestimabile traguardo: l’essere riuscita a sostenere e supportare in modo totalmente gratuito oltre 6 mila casi censiti di persone che si ritengono vittime di malagiustizia, condividendo con loro quella che può essere definita un’esasperante odissea giudiziaria.

La maggioranza delle persone che contatta AIVM aveva o ha procedimenti giudiziari pendenti: il 52% dei casi censiti ha come oggetto un procedimento penale, di cui il 29,75% per delitti contro il patrimonio e il 27,22% per delitti contro la persona. Il 43% invece ha come oggetto un procedimento civile, di cui il 39% riguarda casi di responsabilità civile e il 24% riguarda casi di diritto di famiglia (consulta i dati dell’Osservatorio).

Punto dolente, oltre alla lunghezza dei processi, il rapporto con gli avvocati. Tra le persone che contattano AIVM poco meno della metà (40%) percepisce un comportamento superficiale nel curare i propri interessi da parte del professionista retribuito a cui si rivolgono: sentimento dettato da una forte sfiducia verso la professione avvocatizia in genere e talvolta da trascuratezza ed effettiva mancanza d’ascolto dei propri clienti da parte del professionista. A sentirsi vittima di malagiustizia sono soprattutto i settentrionali (50%), il 30% contatta AIVM dal meridione, il 20% dal Centro Italia.

Tutti sono accomunati dal disagio e dall’esasperazione causata dal sentirsi in un meccanismo poco comprensibile e lungamente protratto nel tempo: spesso si rivolgono all’associazione perché in cerca di una persona che semplicemente li possa ascoltare, rassicurare e dare un consiglio.

“Tanti anni per dirimere una questione durata pochi minuti è qualcosa di difficilmente comprensibile. Anche perché per questi anni una parte di me ha vissuto un po’ in sospensione, con la preoccupazione che le cose andassero a rovescio”. Un uomo commenta così sul sito di AIVM la propria vicenda, che l’ha visto coinvolto per sei lunghi anni in una causa per reato di diffamazione, conclusasi poi con la sua assoluzione (leggi la storia completa).

“Ogni giorno siamo testimoni delle condizioni di estremo disagio in cui versano i cittadini che hanno a che fare con la malagiustizia e vedono inascoltate le loro richieste e ragioni” dichiarano i volontari dell’Associazione. “Chiamate, resoconti, documenti: ogni sfumatura delle vicende viene approfondita da noi volontari con attenzione. Così AIVM ha saputo essere nel corso del tempo un vero e proprio punto di riferimento, capace di portare anzitutto un aiuto morale e assistenza a tutti coloro che si sono messi in contatto con l’associazione. Il nostro impegno consiste, dunque, nell’empatia, nell’interesse indiscriminato verso tutte le storie e nell’aiuto, anche nei casi estremi di esasperazione”.

L’équipe di AIVM è infatti costituita da volontari con competenze in ambiti diversi (legale, sociale, comunicazione, ecc.) che condividono il medesimo obiettivo: la lotta contro la malagiustizia che si trasforma in vera violenza e abuso di potere quando va a colpire i diritti civili del cittadino, senza consentirgli un equo diritto alla difesa.

“Chi ha una controversia dai risvolti legali può facilmente vedere minate le proprie certezze, gli affetti e la propria salute psicologica e mentale. La malagiustizia quando colpisce lascia sempre il segno! Il fenomeno che tocchiamo tutti i giorni con mano è solo la punta dell’iceberg: stimiamo che siano decine di migliaia le persone che si sentono vittime e non hanno il coraggio di dirlo o non sanno cosa fare”.

Nell’imminenza dell’apertura del nuovo anno giudiziario, AIVM inizia il settimo anno di vita con l’auspicio di una cooperazione più profonda e un dialogo diretto con più enti ed istituzioni – dalla politica agli Ordini professionali -, per poter finalmente abbattere insieme il muro di indifferenza e distrazione della collettività.

I volontari di AIVM

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